Punition Babek «Come To Die» (2018)

Punition Babek «Come To Die» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
07.08.2018

 

Visualizzazioni:
237

 

Band:
Punition Babek
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Titolo:
Come To Die

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:

- Bob :: Drums;
- Frozen :: Guitars, Vocals;
- Alex :: Bass, Vocals;
- Inox :: Vocals;

 

Genere:
Thrash / Heavy Metal

 

Durata:
45' 30"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
14.05.2018

 

Etichetta:
Masd Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Recentemente uscito per la Masd Records, è il secondo disco dei toscani Punition Babek intitolato “Come To Die”, un disco di heavy thrash metal che punta il tutto sulla previsione del nostro destino attraverso l’interpretazione dei tarocchi come emerge sin da subito dall’artwork del disco. Quanto al contenuto delle otto tracce pressate, la band offre un quadro compositivo abbastanza semplice, senza particolari dinamiche, incentrando il tutto su riff orecchiabili al pari delle stesse ritmiche, prevalentemente in mid tempo e poco tecniche sotto l’aspetto propositivo; interessante invece è il rauco clean scream capace di relazionarsi in maniera corretta anche nei momenti più melodici del lavoro. Il quartetto in sostanza dà parecchio l’impressione di appellarsi ad una vecchia concezione di quello che può oggi rappresentare il calderone del thrash heavy metal proposto per la maggior parte dei casi con innovazione e ritmiche in continuo fomento ed evoluzione. A cominciare dal brano d’apertura “Enslaver” e nel successivo “Darkness in Hell” non si hanno molti spunti per appellarsi a variazioni ritmiche e momenti di particolare coinvolgimento; l’idea offerta invece dal successivo “A Power To Believe” ricorda una certa somiglianza con l’attitudine dei Judas Priest una trentina d’anni fa con una annessa interpretazione poco personalizzata e innovativa; segue poi “Come To Die” che forse è il brano che ci attendevamo da oltre un quarto d’ora di ascolto e che finora non permetteva alla band di premere sull’acceleratore nella giusta maniera; “Demons”, incentra le proprie energie maggiormente su un Heavy Metal nuovamente molto semplice e non troppo coinvolgente; il successivo “Into Reality” dà nuovamente spunto per una struttura appena più propositiva rispetto alle precedenti per quel valido motivo che sin dall’inizio sembra dare lo scossone giusto per rendersi autonomi e fuori dagli schemi; “Moneywar” si ripropone mantenendo nuovamente la linea dei primi brani mentre la conclusiva “Rovine” che tra l’altro vede la partecipazione di Luca Guiotto e Claudio Pino, entrambi di Loud’n Proud Radio come special guest, si concentra nuovamente su un heavy ma questa volta con la parte cantata in lingua madre che dà, seppur apparentemente una maggiore pro positività al contenuto. Il disco, ad avviso di scrive, offre la sensazione di rimanere abbastanza statico sulle proprie posizioni senza mai andare oltre un certo punto e addirittura dando l’impressione di non voler inserire quella marcia in più che potrebbe offrire quel giusto e diverso impatto con l’ascoltatore.

Track by Track
  1. Enslaver 60
  2. Darkness in Hell 60
  3. A Power To Believe 60
  4. Come To Die 70
  5. Demons 60
  6. Into Reality 65
  7. Moneywar 60
  8. Rovine 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
63

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 07.08.2018. Articolo letto 237 volte.

 

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