Love Machine «Universe of Minds» (2018)

Love Machine «Universe Of Minds» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
28.07.2018

 

Visualizzazioni:
231

 

Band:
Love Machine
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Titolo:
Universe of Minds

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Rob :: Vox
Frank :: Guitar
Max :: Guitar
Yako :: Bass
Andrew :: Drums
Lele :: Keyboards

 

Genere:
Heavy Metal

 

Durata:
57' 32"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
02.02.2018

 

Etichetta:
Volcano Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Volcano Promotion
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Recensione

Ritornano sulle scene i Love Machine, band metal/rock da Milano che ritorna con questo quarto album dopo ben 21 anni di inattività. E lo dico sin da subito: temevo un po’ per la riuscita di quest’album. Non tanto per una copertina sinceramente molto cliché o per i molti anni d’inattività, ma perché le prime note di questo “Universe of minds” suonavano non molto originali, sicuramente con un po’ d’impatto ma anche con delle soluzioni stilistiche a volte desuete e, direi, impolverate. Fortunatamente, però, questo feeling non molto positivo viene via via nel corso dell’ascolto sempre più coperto da una serie di trovate decisamente più riuscite.
È infatti la seconda “Let’s get it rock” a rivelare il valore dei LM, che parte con un feeling non male ma un po’ mutuato da certi Vanadium, e che tuttavia riesce a brillare di luce propria per degli arrangiamenti ben riusciti e un tiro positivo e crescente, che alla fine si conferma come un buon metal hymn. Più o meno, lo stesso discorso si fa per “Star rider” e “Point of no return”, la prima delle quali mostra sapienti variazioni sia nel ritornello che negli assoli di chitarra, mentre la seconda bilancia le influenze marcate degli Scorpions con delle trovate proprie che rendono il brano più riuscito e che spacca. E il resto del disco è così: in maniera quasi insospettabile, ma ti conquista e ti fa ritrovare davanti a una band che da poco originale che sembrava, in realtà sa fare il suo lavoro e anche con una buona dose di polimorfismo del songwriting, evidente in brani come “Scared for these times”, brano da singalong cantabile, dalla ballad “Mama’s call” e dalla più metal di tutte “Journey”, concludendo con l’altro inno del disco, “Now or never”. Ne risulta un album che stupisce per il proprio valore vintage. Magari non è completamente aggiornato e aggiungo anche che qualche articolazione è ancora un po’ arrugginita, ma la vivacità del songwriting e la precisione nei dettagli portano l’album su un ottimo livello sia dal punto di vista dell’entusiasmo trasmesso che da quello della genuinità, rendendolo una piccola gemma.
In conclusione: “Universe of minds” è decisamente un disco consigliabile all’acquisto per i fanatici di sonorità al confine tra rock e metal degli anni 80, diciamo in ordine sparso Scorpions, Saxon, il primo heavy metal tedesco, qualcosa dei Fates Warning et similia. I Love Machine potevano nascondersi dietro un autoimposto status di band di culto e attiva da tempo, ma non l’hanno fatto, e questo dimostra che la passione e l’entusiasmo per questi ragazzoni milanesi c’è ancora. Che ne dite di premiarli per questo?

Track by Track
  1. Anyway 70
  2. Let's get it rock 85
  3. Compromises 70
  4. Star rider 80
  5. Point of no return 85
  6. The scorn 70
  7. Scared for these times 80
  8. Maybe 70
  9. Mama's call 75
  10. Journey 85
  11. Now or never 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 28.07.2018. Articolo letto 231 volte.

 

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