RUST «Urstoff» (2018)

Rust «Urstoff» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
28.05.2018

 

Visualizzazioni:
226

 

Band:
RUST
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Titolo:
Urstoff

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Hor :: Bass
Loki :: Drums
Thordern :: Guitars
Jotun :: Vocals

 

Genere:
Apocalyptic Death / Black Metal

 

Durata:
39' 5"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2018

 

Etichetta:
Dusktone
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Davvero interessante questo disco dei Torinesi Rust, precedentemente noti come October Rust, e che nel giro di neanche 40 minuti riescono nell’impresa mirabile di consegnarci un esempio di death/black metal personale e decisamente da tenere d’occhio.
Si sente infatti già nella prima metà dell’album di cosa è capace questa band: un metal più Death che altro e sempre abbastanza controllato a livello di velocità, ma con un tocco crepuscolare nei mood che rende l’atmosfera più oscura nonché più incisiva. Lo si nota nella prima e specialmente nella seconda canzone, che alterna ai suddetti moods crepuscolari dei potenti mid tempos e con una chitarra solista che svolge un buon lavoro più diretti, stile questo che si ritrova anche nella buona “No place like death”, che diventa ossessionante alla fine nonostante la presenza di voci pulite. In generale, dunque, il sound dei Rust è massivo e potente, ma nondimeno col passare dei minuti denota una certa poliedricità compositiva, che spesse volte viene usata per rendere l’atmosfera delle composizioni senpre più tesa, e direi quasi parossistica, come si può ascoltare nella quinta canzone. Ne risulta per questo un album che lascia piacevolmente stupiti sia per quanto riguarda la personalità, sia per l’efficacia dei moods a volte sognanti, altre volte crepuscolari ed altre volte decisamente più metal – oriented. Il tutto per canzoni che comunque hanno il difetto di essere forse un po’ troppo lunghe e dove probabilmente manca un po’ la voglia di andare dritti al punto, e direi anche che i Rust mettono forse troppe idee a volte, finendo per renderli pretenziosi a volte e con un po’ di fronzoli. Ne siano un esempio le voci pulite presenti nell’album, sicuramente una soluzione funzionante, ma anche direi abusata.
I difetti suddetti sono comunque qualcosa che viene abbastanza controbilanciato dai punti positivi di cui sopra. In generale “Urstoff” è un album che colpisce molto per quanto promette e per il potenziale mostrato. Ben fatto e punto su questi ragazzi per il loro secondo album.

Track by Track
  1. The bonteus dearth 75
  2. Graylight contoured 80
  3. No place like death 80
  4. Windumanouth 75
  5. Scribed 80
  6. Wounds of The Sunken Dawn 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 28.05.2018. Articolo letto 226 volte.

 

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