Urban Steam «Under Concrete» (2018)

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Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
05.05.2018

 

Visualizzazioni:
479

 

Band:
Urban Steam
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Titolo:
Under Concrete

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Paolo Delle Donne :: Voice;
- Federico Raimondi :: Guitars;
- Fabrizio Sciano :: Bass;
- Diego Bertolacci :: Drums;

 

Genere:
Alternative Rock

 

Durata:
49' 54"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2018

 

Etichetta:
Red Cat Records
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Distribuzione:
Audioglobe
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The Orchard
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Agenzia di Promozione:
Red Cat Promotion
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Recensione

Formatisi a Roma nel 2012 e ciascuno con ogni singola esperienza precedentemente maturata in altri contesti, gli Urban Steam esordiscono con queste otto tracce pressate su “Under Cocrete” un disco alternative rock che racchiude il frutto di oltre cinque anni di preparazione tra tutti i caratteristici passaggi dediti all’uscita di un lavoro di esordio. Ciò che risalta sin da subito all’interno del lavoro, è indubbiamente la completezza e la sinergia della band che tra passaggi particolarmente moderati, talvolta forse un po’ troppo sdolcinati, racchiude il frutto delle proprie esperienze personali fatto prevalentemente di rock con qualche influenza a band del calibro di Extreme, Rush, Mr. Big e quant’altro. Indubbiamente il fattore rock, all’interno del quale di tanto in tanto non manca qualche assetto più alternativo fatto di accenni tra prog e qualche azzardata più hard, l’ottimo clean spazia tranquillamente da un passaggio e l’altro offrendo quanto di meglio può fare per la propria naturale espressività. Dunque ritmiche prevalentemente moderate che non celano mai su brani più determinati quali l’ottimo “Under Concrete” la propria vena più creativa fatta di prog e di intrecci ritmiche intensi; altri brani invece quali “Soul” e “Cross the Line”, paiono più orientati sul fattore rock soft, quasi ad apparire delle ballad che a lungo andare maturano più l’idea di incentrarsi su un’indole più moderazione che a lungo andare rende forse un po’ troppo monotono il tutto. Anche “Wake Up”, apparentemente offre un prog alternative rock più vivo e dinamico fatto di un’apertura più grintosa che poi però si culla un po’ troppo nuovamente sul fattore moderazione, anche al pari del conclusivo “Years” altra buona iniziativa che poi tende a rallentarsi senza esplodere e offrire emozioni vero e cariche di energia. Il disco complessivamente si rivela ben realizzato, curato sotto ogni minimo dettaglio a cominciare dall’ottima produzione e dallo stesso formato digipack ma di fatto la band, nel suo insieme, pur dimostrando una certa capacità, non riesce ad andare oltre un certo livello incentrandosi prevalentemente su assetti sin troppo moderati che non fanno decollare i brani come dovuto al punto da metterne in parte in risalto la mancanza di singolarità e personalità.

Track by Track
  1. Storm 65
  2. They Live 60
  3. Soul 60
  4. Under Concrete 75
  5. Cross The Line 65
  6. Citylights 70
  7. Wake Up 65
  8. Years 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 05.05.2018. Articolo letto 479 volte.

 

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