DragonhammeR «Obscurity» (2017)

Dragonhammer ŤObscurityť | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
01.04.2018

 

Visualizzazioni:
149

 

Band:
DragonhammeR
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Titolo:
Obscurity

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Max Aguzzi :: Lead Guitar and Voice
Gae Amodio :: Bass Guitar
Flavio Cicconi :: Guitar
Giulio Cattivera :: Keyboards
Andrea Gianangeli :: Drums

 

Genere:
Power Prog Metal

 

Durata:
45' 21"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.10.2017

 

Etichetta:
My Kingdom Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ritornano i Romani Power metallers Dragonhammer con questo loro quarto album, chiamato “Obscurity” e che condensa circa 45 minuti di musica in 9 canzoni più intro. E diciamo sin da subito che “Obscurity” continua a confermare il valore di questa band, che non riesce a bissare i fasti del loro primo (e migliore, secondo me) “The blood of the dragon”, ma che comunque rappresenta un degno successore.
Il motivo di questo è dato dal fatto che “Obscurity” suona bene, molto bene, spazia tra i generi, è compatto e non presenta mai episodi musicali che fanno cilecca, ma va un po’ sul sicuro. Lo si nota in maniera evidente quando comincia l’opener “In the eye of the storm”, brano potente e aggressivo, ma anche un po’ classico e non al top in quanto a originalità, e la stessa cosa avviene per la più rockeggiante “Brother vs brother”, mentre alcune parti di organo caratterizzano “Under the vatican’s ground”, che però suona sempre un po’ di mestiere: bella, ma non il top in quanto ad originalità. Finora in tutta sincerità l’album suona un po’ manieristico: non male, ma niente che sia destinato a durare.
E invece, in maniera inaspettata, da qui in poi i Dragonhammer accelerano e ci propongono una serie di brani che ci convincono ampliando il songwriting con delle influenze che ci suonano molto amalgamate, seppur non mescolandole tra brano e brano, ma soprattutto aumentando un po’ l’originalità, con un’accoppiata più speedy data da “The game of blood” e “The town of evil”, passando per i guizzi chitarristici di “Children of the sun” e la coralità di “Fighting the beast”. E se la ballad “Remember my name” riesce ad essere calma senza annoiare, la title track conclusiva fa da degno atto di chiusura, grintosa e potente, che conclude un disco che non reinventa chissà cosa, ma che riesce a farci passare 45 minuti di un ascolto gradevole e ben fatto e che pur non brillando di personalità riesce comunque ad essere più che soddisfacente per la genuinità del sound, senza alcuna tentazione “power metal da cartone manga” o eccessive produzioni che avrebbero rovinato il feeling del disco. Apprezzo l’onestà di quest’album, e per questo dono il voto sotto riportato, che rende “Obscurity” consigliato agli amanti del Power Metal made in Italy.

Track by Track
  1. Darkness is coming - Intro S.V.
  2. The eye of the storm 70
  3. Brother vs brother 70
  4. Under the vatican's ground 70
  5. The game of blood 80
  6. The town of evil 80
  7. Children of the sun 75
  8. Fighting the beast 75
  9. Remember my name 70
  10. Obscurity 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 01.04.2018. Articolo letto 149 volte.

 

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