Daniele Myles «Euphoria's Haze» (2017)

Daniele Myles ĞEuphoria's Hazeğ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
03.03.2018

 

Visualizzazioni:
402

 

Band:
Daniele Myles
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Titolo:
Euphoria's Haze

 

Nazione:
Italia / Svizzera

 

Formazione:
Daniele Myles :: Vox, Bass
Jack Scardini :: Guitar
Jonathan Est :: Drums
Mike Est :: Keyboards

 

Genere:
Hard'n'Heavy

 

Durata:
34' 15"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.06.2017

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

È possibile che un album più rock che metal, composto più che bene e ricco di spunti tecnici interessanti (anche se a volte derivativi), venga di fatto di distrutto da una prova vocale insufficiente? Purtroppo sì, se si parla del disco di debutto di Daniele Myles da Lugano.
Triste ma vero, ma è così: “Euphoria’s haze” è un album che dopo un intro un po’ strano (sempre per via della voce), evolve in un rock molto vivace e dalle ragguardevoli capacità tecniche, su cui ogni musicista ci mette del proprio con risultati ragguardevoli… e poi arriva una voce sinceramente tremenda. Mi spiace, ma a parte la pronuncia ridicola, Daniele ci prova ma non ce la fa. La sua voce pare troppo sforzata e cantata senza prendere bene le note, senza contare una metrica da rivedere, dove un cantato veloce davvero non si sposa col resto della musica. Ed “Euphoria’s Haze” è riassumibile così. È una serie di brani non male specialmente a livello di chitarra solista e registrati non male, ma cantati malissimo specialmente nella quinta e nell’ultima canzone e a cui si affiancano brani meno originali, come la quarta canzone, decisamente troppo ispirata a “Eye of the tiger” dei Survivor, o un quinto brano che suona incompleto e secondo me che va troppo a ricordare i Beatles. Poi certo, a volte l’alchimia musicale funziona, come nel sesto brano, ma più per demerito delle altre canzoni che per meriti propri. Dulcis in fundo, un assolo di sax sulla canzone conclusiva, che però per una parte dell’assolo suona su di un’altra scala rispetto alla base strumentale!
Insomma: io non so cosa è andato storto nella registrazione della voce, perché non sembra che Daniele Myles non sappia cantare, ma qui non si riesce a capire se la voce semplicemente non è adatta, le linee vocali sono sbagliate, o se Daniele abbia cominciato a cantare nel microfono senza schiarirsi neanche un po’ la gola. Non ci è dato saperlo. Ma questo errore è così grave che di fatto penalizza tutto il disco e lo riduce a uno spreco di belle composizioni. Da non crederci!

Track by Track
  1. Your little secret 55
  2. Stay gold 55
  3. The ballad of Kain 55
  4. I'll have another go 50
  5. From within (f. Vale Steano) 50
  6. My real ghost my friendly host 65
  7. Euphoria's haze 60
  8. Never dreamed 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 55
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 40
Giudizio Finale
54

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 03.03.2018. Articolo letto 402 volte.

 

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