Mindfeels «XXenty» (2017)

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Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
09.01.2018

 

Visualizzazioni:
380

 

Band:
Mindfeels
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Titolo:
XXenty

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Davide Gilardino :: voce;
- Luca Carlomagno :: chitarra, tastiere, violino;
- Roberto Barazzotto :: basso;
- Italo Graziana :: batteria;

 

Genere:
AOR Melodic Rock

 

Durata:
55' 8"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
17.11.2017

 

Etichetta:
Art Of Melody Music
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Distribuzione:
Plastic Head
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Agenzia di Promozione:
Atomic Stuff
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Recensione

Con un rock particolarmente melodico rilasciano sulla scena nazionale il loro secondo disco “Xxenty” i biellesi Mindfeels, realtà nazionale formatasi inizialmente come cover band dei Toto nel lontano 1994 ed oggi nuovamente sulla cresta dell’onda grazie all’effetto che materializza con il proprio sound. Un sound, semplice, non complesso, ma deciso e schietto, frutto dell’operato di musicisti non certo alle prime armi ma preparati e in grado di affrontare a testa alta ogni situazione. Indubbiamente il trascorrere del tempo ha visto numerosi cambiamenti di line up a cominciare dal clean vocale oggi maschile mentre all’autoprodotto album di debutto vi era la presenza dietro al microfono di Raffaella Miani oggi degnamente sostituita da un valido ed apprezzatissimo Davide Gilardino. Or dunque un rock d’effetto reso ancor più brillante dalla presenza come guest alle tastiere di Christian Rossetti ed una struttura dei brani particolarmente moderata e schietta da rimanerti in testa sin dalle prime battute tenendo oltretutto conto che gli undici brani proposti, tutti di egregio livello, non sono certamente realizzati tanto per fare qualcosa. Indubbiamente il tocco di classe della band emerge sin dall’opener “Dont’ Leave Me Behind” per la nitidezza del sound ma soprattutto per le sue idee semplici e raffinate, ma ancora “Jocker” particolarmente melodica che vede un’ottima interpretazione del clean ma della ritmica in sé molto rock coinvolgente e derivante in ogni caso dalla scuola Toto; molto soft ma dai tratti quasi ipnotici è “Speed” mentre “Fear” ha il suo indiscusso tocco di classe per un’andatura lenta ma a muraglia dove l’ottima simbiosi strumentale e l’incredibile presa del clean fanno la dovuta differenza; ottimo il basso in apertura di “Touch The Stone”, un brano coinvolgente anche per la sua sincronica ritmica. Un disco di puro rock che sorprende e ammalia decretando una band dall’indiscusso e felpato tocco di classe.

Track by Track
  1. Don’t Leave Me Behind 75
  2. Soul Has Gone Away 70
  3. Hidden Treasures 70
  4. The Joker 75
  5. Skyline 75
  6. Speed 75
  7. These Words 70
  8. Fear 75
  9. It’s Not Like Dying 75
  10. Touch The Stone 75
  11. The Number One 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 09.01.2018. Articolo letto 380 volte.

 

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