Miksha «Collect Your Hazardous Waste» (2006)

Miksha «Collect Your Hazardous Waste» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Darth Ghisus »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
610

 

Band:
Miksha
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Titolo:
Collect Your Hazardous Waste

 

Nazione:
Norvegia

 

Formazione:
Fritz Pettersen :: Basso, Voce
Tor Åge Ballo :: Chitarra
Kim Johansen :: Batteria
Mathis Mathisen :: Chitarra

 

Genere:

 

Durata:
53' 48"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2006

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Miksha nascono nel 1999 in uno sperduto villaggio all'estremo Nord-Est della Norvegia. Tre anni dopo si trasferiscono Trondheim e ha inizio la storia vera e propria della band. Grazie ad un concorso per gruppi emergenti firmano il loro primo contratto discografico (ma perchè queste cose nei concorsi italiani non succedono? Mah...) e fanno uscire il l'EP "[mik'za] [e:p]". Grazie all'heavy rotation del video di "Half The Battle" su MTV Norvegia e all'impatto positivo con la stampa del settore, la band comincia un'intensa attività live in patria e in Gran Bretagna.
Nel 2005 esce "Collect Your Hazardous Waste" che è appunto l'album che mi appresto a recensire.
Innanzitutto devo dire che mi è piaciuto molto.
I quattro norvegesi suonano una ben studiata ed accattivante miscela di Metal, Hardcore ed Elettronica. Questi tre elementi stilistici fondamentali si fondono alla perfezione senza che uno prevalga particolarmente sull'altro e l'effetto è veramente piacevole e fresco. (Sembra la pubblicità di un bagnoschiuma...)
I suoni elettronici sono di otima qualità, ben studiati e l'interazione con "il suonato" è ottima e contribuisce ad aggiungere un'atmosfera "futuristica" al sound della band.
Molto buona la prestazione del singer che risulta essere molto espressivo (cosa alquanto rara fra gli "urlatori") e dimostra una ottima capacità di sottolineare con la sua performance le dinamiche delle canzoni.
Difficile fare paragoni con altre bands per dare un'idea del sound... Il primo nome che mi salta in mente è quello dei loro compaesani "Red Harvest", ma le bands sono piuttosto differenti e il paragone probabilmente non rende giustizia a nessuna delle due.
Ancora più difficile scegliere i pezzi migliori di un album che scorre liscio e che si ascolta volentieri dall'inizio alla fine...
"Locomotive" non poteva avere un titolo più azzeccato... E' veramente un treno. "Reflect, Conclude, Return" è un ottimo esempio della perfetta integrazione fra l'elettronica e gli strumenti "tradizionali" di cui parlavo prima. "Beautiful War" è un pugno nello stomaco: ritmo incalzante, chitarre furiose e un ritornello veramente accattivante. "Concept bi-polar" mostra un uso efficace del pianoforte accostato alle sonorità più dure. Seguono "What Fight" (stupendamente cupa ed angosciante) e l'allucinata "Win/Win" (con dei bellissimi sottofondi di archi). "First In Line" è veramente molto interessante e sottolinea il momento centrale dell'album decisamente molto... Psicotico!! Molto bella l'outro.
"Behind the Scenes" è uno dei pezzi che mi piacciono di più. Un gioiellino che riassume l'essenza delle band e del disco in poco più di 4 minuti. L'album continua ad andare avanti e non accenna a dare segni di cedimento, anzi... I pezzi finali sono veramente molto interessanti.
Ottima l'elettronica e tirata "So Solid", così come la successiva "The Hunger". Le conclusive "The Coop" e "Sedated" sono anch'esse fra i pezzi migliori del disco.
Che dire... Veramente un ottimo album.
La produzione è eccellente. Molto curati i suoni e ben equilibrato il mix.
Secondo me bisogna tenere d'occhio questi ragazzi... Promettono veramente bene!!!

Track by Track
  1. Locomotive 88
  2. Reflect, Conclude, Return 88
  3. Beautiful War 90
  4. Concept bi-polar 85
  5. What Fight 85
  6. Win/Win 88
  7. First In Line 88
  8. Behind The Scenes 95
  9. So Solid 90
  10. The Hunger 88
  11. The Coop 92
  12. Sedated 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 95
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
89

 

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