Elegy of Madness «New Era» (2017)

Elegy Of Madness źNew Era╗ | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
28.09.2017

 

Visualizzazioni:
322

 

Band:
Elegy of Madness
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Titolo:
New Era

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Anja Irullo :: Voice
Tony Tomasicchio :: Guitars and Sequencer
Luca Basile :: Cello and Orchestra
Larry Ozen :: Bass
Francesco Caputo :: Drums

 

Genere:
Female Symphonic Metal

 

Durata:
53' 39"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2017

 

Etichetta:
WormHoleDeath
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Devo ammettere che non conoscevo questi Tarantini Elegy of Madness, che giungono al loro terzo album di symphonic metal rilasciato tramite la Wormholedeath, casa discografica che apprezzo per avermi fatto conoscere in passato alcune belle band presenti nel suo roster.
Il Symphonic metal è un genere ostico da suonare come si sa, e questo sia perché molti fans vedono quasi solo i grandi nomi presenti a livello mondiale, sia perché il mix di orecchiabilità e grinta metal di questo genere è molto preciso e facile da mandare fuori proporzioni, ma “New era” tutto sommato se la cava. Con luci e ombre, ma se la cava. Nonostante una qualità sonora abbastanza confusa che mette troppo in risalto la voce e sacrifica tutto il resto, nonostante una certa monodirezionalità sonora e nonostante l’adesione a stilemi compositivi dettati dai numi tutelari del genere, gli EoM coprono abbastanza bene quella nicchia del Symphonic che si incrocia con certo progressive, donando una certa personalità stilistica a brani come “Lunacy” o come la buona title track, il tutto senza disdegnare parti smaccatamente in maggiore, come “Fairytale”, o delle ballad romantiche come la toccante “Memories river”. Questi sono alcuni degli episodi positivi di quest’album, che si fanno notare per alcune caratteristiche che rendono la band abbastanza poliedrica e non troppo in fissa con un solo stile, ma ci sono anche battute a vuoto e scelte meno felici che rendono “New Era” un disco dal successo ridimensionato, che poteva spaccare di più ma che mostra una band che a volte fa troppi brani senza metterci abbastanza idee e che in altri momenti perde di originalità. A parte infatti i suoni non molto all’altezza, la band mostra un po’ di limiti quando va sul Symphonic più canonico, mancando di una certa grinta e rifugiandosi su tempi lenti e melodie meno efficaci come nei primi due brani, mentre la parte finale del disco accentua questa lentezza ritmica che toglie molta della poliedricità che la band si era costruita in tutto quest’album; in tutta franchezza, l’album sembra brancolare un po’ nel buio verso la fine, forse anche perché la chitarra impastata non riesce a donare la giusta spigolosità ai brani.
Questo dunque è “New Era”: luci ed ombre. Possiede il pregio di saper fare un tipo di sound in maniera gradevole e apprezzabile, ma ci sono anche alcune soluzioni stilistiche sbagliate o non tanto giuste, tra cui anche l’uso troppo insistito di una voce lirica non sempre necessaria. Non si tratta di un disco disprezzabile, e anzi per certi aspetti è più che godibile, ma alcuni difetti formali come i suoni non all’altezza (in questo genere la nitidezza sonora è tutto!) rendono quest’album ancora un po’ di nicchia.

Track by Track
  1. Apokalypsis 65
  2. Answer 65
  3. Fairytale 70
  4. Lunacy 70
  5. New era 75
  6. Divine obsession 70
  7. Memories river 75
  8. Endless 65
  9. Illuminated 60
  10. Nobody cares 65
  11. Reset 65
  12. Day zero - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 55
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
68

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 28.09.2017. Articolo letto 322 volte.

 

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