Rapist «Kill for the Grace» (2017)

Rapist «Kill For The Grace» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
03.09.2017

 

Visualizzazioni:
304

 

Band:
Rapist
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Titolo:
Kill for the Grace

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Alessandro :: vocal;
- Andrea :: rhythm guitar;
- Angelo :: bass guitar;
- Martino :: lead guitar;
- Matteo :: drums;

 

Genere:
Thrash / Death Metal

 

Durata:
45' 41"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
04.01.2017

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

A distanza da quattro anni dalla loro formazione, i padovani Rapist esordiscono con il loro primo full lenght intitolato “Kill for the Grace”, offrendoci un tagliente Death Thrash metal dal quale traggono elementi stilistici riconducibili a band quali Slayer, Dark Angel e Morbid Angel. Al di là di un sound particolarmente ruvido e spigoloso, la band affronta la tematica delle torture all’epoca dell’inquisizione offrendo dunque uno scenario delirante ed inquietante. A cominciare dalla splendida cover, le nove tracce proposte appaiono complessivamente energiche nei contenuti a cominciare dai riff d’apertura mentre il sound spigoloso di cui si accennava poc’anzi, offre ancora più aggressività e cattiveria all’ascolto delle tracce. Le ritmiche particolarmente dinamiche ben si collimano con la discreta prova del cantato proposto in un acerbo growl che ben mette in evidenza tutta la propria malvagia indole propositiva, le ritmiche dietro le pelli offrono una discreta impressione pur non apparendo tecniche o virtuose. Dopo un intro “Blood on the Wings of Time”, parte come una sassata in faccia “Crusaders” brano dal quale emerge sin da subito lo stile personalizzato di questa band, fatto di contesti essenziali e non di banalità; anche il successivo “Torture Device” brano compatto e tagliente allo stesso tempo, nulla sfugge all’aggressività della band potenza e velocità sono i punti forti del brano; si prosegue poi con “To Burn at The Stake” brano maggiormente orientato su pattern e ritmiche da ascoltare e riascoltare; non mali neanche “Cage of Rats” e “The Rach”, il primo incentrato sulla compattezza e sulla piena coesione tra ritmiche di chitarre e batteria; buona anche in questo brano l’esito del growl che pare più acido e aggressivo che mai, mentre il secondo ricorda molto le scariche di adrenalina che un tempo lanciavano con i loro dischi i francesi Massacra;”Decapitation” si mantiene in linea con i precedenti ascolti mentre “No Waste of Blood” e il conclusivo “And Came the Plague” danno quell’impressione di una band in grado di affrontare senza alcuna perplessità qualunque tipologia di andatura dalla più esasperata ad un qualcosa di maggiormente più moderato. In definitiva, l’esito di questo disco appare più che soddisfacente se si tiene conto da un lato, dell’indiscussa capacità della band di ispirarsi a band ricavandone un proprio personale stile e dall’altro, dal positivo quanto costruttivo risultato che è riuscita comunque a realizzare.

Track by Track
  1. Blood on the Wings of Time S.V.
  2. Crusaders 75
  3. Torture Device 70
  4. To Burn at The Stake 70
  5. Cage of Rats 75
  6. The Rack 75
  7. Decapitation 70
  8. No Waste of Blood 70
  9. And Come the Palgue 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 03.09.2017. Articolo letto 304 volte.

 

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