Madness Of Sorrow «N.W.O. The Beginning» (2017)

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Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
11.07.2017

 

Visualizzazioni:
155

 

Band:
Madness Of Sorrow
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Titolo:
N.W.O. The Beginning

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Prophet :: Vocals
Murihell :: Guitars
Hades :: Bass
Kronork :: Drums

 

Genere:
Horror Metal

 

Durata:
37' 45"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
01.03.2017

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Atomic Stuff
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Recensione

Dopo un secondo album dei Madness of Sorrow soddisfacente ed il terzo solo discreto, “N.W.O.” doveva dirmi la verità sul valore della band, che tra l’altro finalmente si avvalora di una bella copertina (magari un po’ shockante, ma che rende l’idea).
E se il terzo album era fondamentalmente buono fino ad un certo punto, ma poi le influenze musicali un po’ disallineate, i brani un po’ troppo brevi, e la presenza di poche idee che differenziavano i brani rendevano l’ascolto del cd buono sulle prime ma piatto sulla lunga distanza, purtroppo in questo nuovo sforzo discografico il risultato non cambia molto. Perlopiù perché i problemi appena detti non sono stati granché risolti, e le magagne a livello compositivo persistono, con una buona parte iniziale che cerca di essere originale, con richiami sia al dark rock dei Sisters of Mercy, sia a qualcosa di più tipicamente metal tipo primi Death SS di “Inside the church”, passando per parti con blastbeats e voci urlate che fanno sconfinare tutto nel black metal. Il problema è che i suoni sono troppo industrial, con un rullante troppo alto e dal suono sintetico, ma soprattutto nella seconda parte i MoS cambiano e si assestano su tempi medi e su brani appunto industrial che non sono male, ma che sembrano fatti da un’altra band, e comunque senza troppe idee che davvero differenziano i brani. Aggiungete il fatto che nelle parti più metal estremo come ad esempio “Dna” o “Salomon”, i MoS suonano molto poco originali e al confronto con chi veramente sa fare questo genere musicale ci vanno a perdere, ed ecco come “N.W.O.” sembra un connubio di idee e di spunti musicali non male ma poco approfonditi e forse troppo istintivi, che a piccole dosi incuriosisce, ma che alla lunga distanza non picchia come dovrebbe, non risalta e in generale non ha veri e propri episodi di spicco sugli altri.
Insomma: il mix di idee e di personalità musicale che funzionava nel secondo album e che era presente pure nel terzo (seppur con una certa scarsezza di idee), nel quarto album sembra essersi deformato e per qualche motivo non funziona granché, mostrando influenze prese e lasciate là, non approfondite e con il tutto che conferisce a “N.W.O.” un feeling di disco di nicchia, dalla personalità troppo estesa a vari generi ma con un’anima principale non molto pervenuta. Il giudizio finale è una pallida promozione giustificata dal fatto che il disco di fatto non è inascoltabile, ma è molto meno di ciò che poteva essere, specialmente se contiamo che attendevo la prova del nove da questo gruppo.

Track by Track
  1. N.W.O. - Intro S.V.
  2. Salomon 65
  3. Inside the church 65
  4. You’re not alone 65
  5. Necrophilia 65
  6. Slut 65
  7. RIP 60
  8. Zombified 60
  9. Keep your head down 65
  10. Dna 55
  11. Sos 60
  12. Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 60
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
62

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 11.07.2017. Articolo letto 155 volte.

 

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