Bosco «Bosco» (2016)

Bosco «Bosco» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
16.03.2017

 

Visualizzazioni:
291

 

Band:
Bosco
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Titolo:
Bosco

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Laurence Cocchiara :: violino;
- Emanuele Duchi :: chitarra;
- Lorenzo Nencini :: batteria e percussioni;

 

Genere:
Post-metal / Atmospheric / Sludge / Progressive

 

Durata:
46' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
25.07.2016

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“Bosco” è in sostanza l’omonimo titolo quanto album d’esordio della band umbra chiamata, per l’appunto, Bosco; il trio orvietano, formatosi nel 2014, decide in sostanza di unificare le proprie esperienze musicali semiclassiche fatte di violini, chitarre, percussioni varie dando luogo ad un intenso quanto confortevole sound di matrice stoner, sludge, post core e rock progressive. L’idea del “Bosco” è quella connessa con il reame, all’interno del quale esiste una forte connessione tra l’uomo e tutto il mondo naturale; ogni albero è in pratica legato all’altro da una tela sottile e fina che lega inoltre ogni essere ed ogni coscienza l’una con l’altra. I sette brani proposti spaziano da contesti assolutamente melodici e moderati a parabole di irruenza ed esasperazione sonora decisamente brillanti nei contenuti. Bosco, ombra, penombra, oscurità, è in sostanza il disegno che il trio, con la sua ammaliante sonorità, vuole offrire per trascinare l’ascoltatore nei luoghi più tetri attraverso le proprie particolari sonorità. I brani si susseguono l’uno con l’altro dando quasi l’idea di un qualcosa di continuo che oscilla inarrestabilmente offrendo le più diverse sensazioni. Ad aprire il platter ci pensa “Primo Strato di Spirito”, un brano quasi fusion dove un malinconico violino su una percussione vivace all’interno del quale sembra di addentrarsi all’interno del fitto bosco che a poco a poco si rileva sempre più per le sue ramificazioni sempre più fitte ma dalle quali, di tanto in tanto, le note suonate lasciano trapassare qualche leggero raggio di sole; con “Solvuoto” si ha nell’introduzione la sensazione di percepire un qualcosa di più folk per la strumentazione che la band si diletta ad utilizzare ma il successivo dinamismo ritmico a colpi di crash di batteria e le note di viola/violino rendono il tutto decisamente interessante; si prosegue con “Melancolia”, brano particolarmente moderato sia sotto il profilo ritmico che per le dolci note armonizzate che conducono l’ascolto al successivo “Bosco”, brano già maggiormente orientato sul cupo anche per le sue andature d’apertura doom di seguito mutate in un’andatura maggiormente dinamica che si interrompe quasi bruscamente per cedere il passo a “Nell’io Sepolto” leggerissima base supportato da un lavoro di violino espressivo che cede poi il passo in successione a “Ostile”, dove questa volta si percepisce la natura di un sound più aspro che si trasforma ritmicamente in un successivo post metal che va ad anticipare la conclusiva “Penombra”, un viaggio nelle oscure maglie con cui il violino, con il suo incredibile sound, riesce ad ipnotizzare l’ascoltatore. Un progetto che dimostra l’indiscussa dote artistica di questo trio capace di avvolgere l’ascoltatore nei suoi folli ma anche riflessivi vortici sonori che deliziano particolarmente come sottofondo.

Track by Track
  1. Primo Strato di Spirito 75
  2. Solvuoto 75
  3. Melanconia 70
  4. Bosco 70
  5. Nell'Io Sepolto 70
  6. Ostile 75
  7. Penombra 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 16.03.2017. Articolo letto 291 volte.

 

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