MindAhead «Reflection» (2016)

Mindahead «Reflection» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
13.12.2016

 

Visualizzazioni:
1129

 

Band:
MindAhead
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Titolo:
Reflection

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Kyo Calati :: Vocals;
- Frank Novelli :: Vocals;
- Nicola D'Alessio :: Guitar;
- Guido Scibetta :: Guitar;
- Matteo Prandini :: Bass;
- Matteo Ferrigno :: Drums;

 

Genere:
Prog Death Metal

 

Durata:
1h 1' 52"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
18.11.2016

 

Etichetta:
Revalve Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Grand Sounds PR
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Recensione

Indubbiante il tipo di death metal prog suonato dai pisani MindAheaD e racchiuso in questo concept album intitolato “Mind Control Fiels”, lascia un particolare quanto diversificato segno. Sono proprio le undici tracce del disco che la band riesce a diversificare grazie all’ottima musica generata dal combo composto addirittura di due vocalist dediti rispettivamente al clean e allo scream. D’eccellenza indubbiamente la parte clean, tutta al femminile, capace di rendere un effetto in grado di trasportare la mente dell’ascoltatore al di là di ogni reale situazione; apprezzabile anche la parte scream al maschile dalla quale pare ravvisarsi maggiormente un’impressione più che di effetto, di cattiveria. Quanto al profilo musicale, i brani non risultano mai troppo carichi e intensi come il caratteristico death metal, ma questo contesto, risultato maggiormente melodico, tende a circostanziarsi su una linea più orientata e moderata su un tipo di progressive quasi innovativo nei contenuti. Da elogiare anche la produzione, capace di rendere ottimale ogni singola nota suonata facendo giocare la partita di questa band a carte scoperte e senza alcun segreto da nascondere. Anche i lead solo delle chitarre risultano, nella loro sobrietà, ricchi di effetti facenti la loro buona figura. Sulle tematiche dei brani, la band ambienta il tutto in uno scenario fantascientifico all’interno del quale la mente sembra essersi radicata ancora all’epoca della grande guerra; il tutto da vero scenario caratterizzante un film futuristico. Nel corso dell’ascolto spesso ci si imbatte in momenti decisamente moderati all’interno dei quali improvvisamente si ha l’irruzione dello scream che, unitamente alla potenza dei distorti, tende a distruggere quanto di buono costruito dal clean e della moderazione sonora, creando una serie di sbalzi che tendono a non far mai abbassare la guardia. L’apertura del disco è affidata ad un intro oscura “Reflection”, che spiana la strada al potente “Remain Intact”, un brano che inizialmente trasporta anch’esso in una sorta di scenario apocalittico generando, dopo quasi due minuti di ascolto, un death progressive dai toni non troppo esasperati ma particolari; è poi la volta di “ Mind Control”, nuovamente affidato ad un ambient d’aperura generato da violini e pianoforte poi letteralmente decapitato dall’irruente scarica di death metal decisamente ben fatta, veloce schietta e dinamica; “On the Dead Snow” si caratterizza per l’alternanza vocale tra scream e clean ma sotto un profilo compositivo il brano si uguaglia particolarmente al precedente; si prosegue con gli oltre dieci minuti di “Amigdala” un brano che in sostanza va a racchiudere appieno tutto il potenziale della band offrendo a ventaglio tutte le proprie propensioni tra parti moderate in alternanza ad altre esasperate ma allo stesso tempo costruttive sotto il profilo compositivo; si prosegue con ”Emerald Green Eyes” con una nuova apertura ambient, che questa volta ci propone un death metal moderato ma più oscuro e tenebroso rispetto ai precedenti; “The Mask Throught the Loocking Glass” si caratterizza per essere suddivisa in due diverse parti proprio a rappresentare la differenza che c’è in ognuno di noi il personale sdoppiamento che spesso va a caratterizzare in nostro modo di essere e in nostro comportamento: una volta pacata, un’altra volta decisamente irruento e irascibile; un brano “Farewell” decisamente riflessivo nei contenuti realizzato su base acustica e cantato clean prevalentemente al femminile;“Three sides of a dangerous mind”, altro brano caratterizzato da una incredibile corazza sonora, potente ed indistruttibile, che va a spegnersi sull’outro conclusiva di “Memories”. Il disco, nella sua particolarità, risulta ben disposto e curato sotto molti profili; in alcuni casi e dopo ripetuti ascolti, potrebbe dare alle orecchie più sensibili, un po’ quella sensazione di ripetitività su qualche passaggio.

Track by Track
  1. Reflection S.V.
  2. Remain Intact 75
  3. Mind Control 70
  4. On the Dead Snow 70
  5. Amigdala 75
  6. Emerald Green Eyes 75
  7. The Mask Throught the Loocking Glass S.V.
  8. The Mask Throught the Loocking Glass 70
  9. Farewell 70
  10. Three sides of a dangerous mind 75
  11. Memories S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 13.12.2016. Articolo letto 1129 volte.

 

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