Lucid Dream «Otherworldly» (2016)

Lucid Dream «Otherworldly» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
19.11.2016

 

Visualizzazioni:
954

 

Band:
Lucid Dream
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Titolo:
Otherworldly

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Simone Terigi :: Guitars, Backing Vocals;
- Alessio Calandriello :: Vocals;
- Gianluca Eroico :: Bass;

 

Genere:
Hard Rock

 

Durata:
39' 56"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2016

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il trio composto dai genovesi Lucid Dream, sono una di quelle poche realtà nazionali capaci di incorporare all’interno dei loro lavori un insieme di elementi e dettagli che generalmente tendono spesso sfuggire ad altre band; mi riferisco all’incredibile cura nei dettagli e nella personalizzazione massima di quelle che possono essere potenziali fonti di ispirazione. L’ascolto di questi complessivi nove brani racchiusi nel loro terzo capitolo intitolato “Otherworldly”, sostanzialmente rilascia una sensazione di completezza se si considerano le ottime finiture di questo lavoro a cominciare dalla parte vocale per poi giungere addirittura all’inserimento di piccoli elementi strumentali di matrice classica realizzati direttamente da guest e non da campionatori o synth. Il genere suonato si incentra in un hard rock di matrice moderna all’interno del quale non mancano contesti o puntate progressive apposte in maniera egregia che si alternano da momenti più intensi ad altri decisamente pacati incentrati alla ricerca del dettaglio. Un intro che richiama la nota formula di A.Einstein , anticipa il primo effettivo brano “Buried Treasure” all’interno del quale la band mette incredibilmente a proprio agio l’ascoltatore con il suo hard rock, coinvolgente e ben articolato nell’esecuzione forgia ritmiche moderate e melodiche al punto giusto grazie alla buona ritmica di chitarra e di batteria; segue poi il terzo brano “The Ring of Power”, dove forse si ravvisa maggiormente anche quell’anima di natura progressive che la band ama inserire nei suoi contesti hard rock; si prosegue con “Everything Dies” un brano dall’apertura acustica in un crescendo con l’inserimento di contesti prog con tratti che, seppur indirettamente, ci fanno un po’ pensare ai Pink Floyd, buona la parte clean del cantato sempre moderata e del giusto calibro; non è da meno neanche la successiva “The Stonehunter”, di matrice prettamente rock prog dai tratti indiscutibilmente un po’ settantiani che non lasciano mai calare l’attenzione ricevendo i giusti elogi; si prosegue con l’intermezzo di chitarra acustic “Blanket of Stars” che anticipa la successiva “Magnitudes”, un brano dall’apertura in acustico quasi oscura, all’interno della quale uno splendido clean rende al meglio l’effetto voluto; il brano a poco a poco, nella sua dinamica acustica, tende ad aumentare sfociando in un hard rock non troppo cattivo, ma del giusto impatto; uno dei brani più belli del platter anche per la sua incredibile melodia; discreta anche la proposta di “Broken Mirror” un brano che si lascia un po’ trascinare offrendo un risultato sostanzialmente apprezzabile nei contenuti; si giunge all’ultimo “The Theater of Silence”, un brano strumentale che racchiude nuovamente il loro dinamico quanto melodico hard rock misto a progressive dal risultato decisamente appagante per l’inserimento della buona esecuzione dei violini e della viola. Il disco si rileva complessivamente una buona riuscita grazie alla sua modernità che richiama, indirettamente, come sopra detto, band che hanno decisamente fatto la storia del hard rock prog.

Track by Track
  1. GRgRCGT S.V.
  2. Buried Treasure 75
  3. The Ring of Power 70
  4. Everything Dies 75
  5. The Stonehunter 75
  6. A Blanket of Star S.V.
  7. Magnitudes 80
  8. Broken Mirror 75
  9. The Theatre of Silence 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 19.11.2016. Articolo letto 954 volte.

 

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