Messa «Belfry» (2016)

Messa «Belfry» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
08.05.2016

 

Visualizzazioni:
882

 

Band:
Messa
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Titolo:
Belfry

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Mark Sade :: guitar, bass, ambient;
- Sara :: Voice;
- Mistyr :: drums;
- Albert :: lead guitar;

 

Genere:
Doom Metal

 

Durata:
0' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
06.05.2016

 

Etichetta:
Aural Music
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Distribuzione:
Aural Music
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Agenzia di Promozione:
Aural Music (Promotion)
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Recensione

Debut album intitolato “Belfry” per i Messa, doom band italiana caratterizzata dal suo particolare sound di matrice settantiana su cui vanno ad appoggiarsi anche contesti ambient esoterici influenzati da un apparato sperimentale di notevole impatto. Assolutamente convincente risulta anche la parte cantata, sempre in clean, capace di colpire appieno e di generare un effetto sia nei contesti moderati che nelle ritmiche lente ccapaci di generare un effetto quasi trascendentale sull’ascoltatore. Il sound sostanzialmente appare sporco e opaco ma rimane sempre quello caratteristico del doom capace di offrire nel corso dei brani quei cambi repentini di ritmica che saziano tra lentezza e moderazione. I dieci brani, tutti assolutamente diversi tra loro, si alternano nelle loro ritmiche offrendo altresì contesti musicali talvolta costituiti da sole sonorità drone ambient con quel tocco surreale al già esoterico contesto strumentale sviluppato dalla band. Prima traccia del platter è “Alba”, un sound sperimentale e strumentale più simile ad un noise che anticipa la successiva “Babalon” dove ben emerge il contesto sonoro doom con influenze ambient che viene ammagliato dalla splendida interpretazione vocale della cantante; “Fa? Ro?” altra atmosfera drone sviluppata anche su giri di basso decisamente sottotono. E’ poi la volta di “Hour of the Wolf” un brano espressivo non poco per la splendida interpretazione settantiana della voce che viene supportata inizialmente da un sound calmo eseguito con il basso e poi con la chitarra, entrambi non distorti; l’intero brano si sconvolge grazie ad una ritmica frizzante e dal sound opaco decisamente movimentato e grintoso sia per il ritornello che per il modo in cui viene interpretato il brano; nuove sonorità quasi sinistre da parte di arpeggi di chitarra aprono “Blood”, brano più lungo del platter, ritmato un po’ alla Black Sabbath, ma decisamente attrattivo sotto il profilo esecutivo; ancora una volta si assiste ad un’ottima interpretazione vocale della cantante; nuovo contesto drone ambient per lo strumentale “Tomba”; un rock anche un po’ psichedelico è l’impressione che presenta “New Horns”, mentre “Bell Tower” presenta nuovamente un’ oscura ambientazione fatta di suoni e rumori ambient decisamente attraenti; nuovo brano doom lento ma misto ad un apparato ambient è “Outermost” all’interno del quale ancora una volta musicalmente fanno un buon lavoro verso la parte conclusiva le due chitarre e la voce spettrale di Sara. Un unico accompagnamento acustico misto supporta la voce della cantante nel conclusivo “Confess” quasi a tranquillare e a cullare l’ascoltatore dopo le pregresse sonorità dai tratti decisamente oscuri. L’esordio dei Messa ci offre uno stile particolare, ricco di intuizioni e decisamente attraente tutto da ascoltare.

Track by Track
  1. Alba 70
  2. Babalon 75
  3. Fa? Ro? 75
  4. Hour of the Wolf 75
  5. Blood 70
  6. Tomba 75
  7. New Horns 75
  8. Bell Tower 75
  9. Outermost 70
  10. Confess 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 08.05.2016. Articolo letto 882 volte.

 

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