Ghost City «Tragic Soul Symphony» (2015)

Ghost City «Tragic Soul Symphony» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
22.01.2016

 

Visualizzazioni:
1425

 

Band:
Ghost City
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Titolo:
Tragic Soul Symphony

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Francesco Civardi :: Vocals;
- Raffaele Salomoni :: Guitar;
- Alex Battini :: Keys;
- Emmanuele Torchio :: Bass;
- Paolo De Vecchi :: Drums;

 

Genere:
Symphonyc Dark Metal

 

Durata:
44' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2015

 

Etichetta:
Undeground Symphony Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il solo nome mette i brividi - Ghost City - e questo di per sé rappresenta un elemento pienamente confermato anche nell’ascolto del loro primo platter intitolato “Tragic Soul Symphony” un lavoro che riesce con estrema facilità ad emozionare l’ascoltatore sia per l’eleganza del sound proposta nel pieno ed emblematico rispetto di un genere quale il power progressive sia per l’altrettanta ottima capacità compositiva della band. A partire dalla realizzazione dell’artwork per mani dall’artista francese Alexandra V Back, il platter offre nove tracce ricche di classicità grazie sia agli incredibili riff delle chitarre che alle andature ritmiche estremamente coinvolgenti oltre che dall’ottimo lavoro alle tastiere; i brani si susseguono l’uno con l’altro riuscendo a lasciar trapelare ogni singolo personale elemento e se vogliamo ogni singola nota suonata oltre alla grande passione che questa band ama per quello che fa. Ne sono un esempio, come già annunciato, i nove brani primo tra i quali è “Hipocrisy” che presenta subito quell’intensità strumentale coinvolgente che contraddistingue il quintetto, riff esplosivi, contesti generati dall’effetto synth e ritmica incessantemente coinvolgente; anche il successivo “Nobody Will be You” presenta quei tratti più progressive che la band ama farsi comunque attribuire nella struttura musicale di alcuni dei suoi brani; il brano si presenta pregno di armonici, la parte vocale in perfetta simbiosi e la ritmica contestualizzata al punto giusto. Segue l’ascolto con “Ghosts” brano molto sentimentale e romantico dal punto di vista compositivo, forgiato su un’andatura moderata rispetto ai precedenti; il successivo “Disireless Future” è un brano che apre con una sorta di intro dai toni quasi maestosi che poi svolta su una classico power animato che difficilmente annoia; segue “Sleeping Black Beauty” una classica ballata con intro in pianoforte ben fatta ma emozionante sino ad un certo punto; l’ascolto prosegue con “Living Agony” dove ben si percepisce la mistura musicale power progressive ritmata al punto giusto e con accompagnamenti strutturati a dovere tra synth e chitarre; “Fate” appare più moderato nei contenuti ma complessivamente non entusiasma più di tanto; seppure musicalmente ben suonato, non troppo intenso appare anche “Slaves of Yourself” un brano che non riesce a decollare come dovrebbe. Conclude il disco “Lord Byron” dove la band mostra al massimo i suoi artigli lasciando un vero solco con la sua splendida musicalità; ad avviso di chi scrive è uno dei migliori brani del platter. Il disco rappresenta complessivamente una buona prova per questa band che senza ombra di dubbio con la sua potenza e la sua intensità piacerà a molti spasimanti del power e dintorni

Track by Track
  1. Hipocrisy 80
  2. Nobody Will be You 80
  3. Ghosts 80
  4. Disireless Future 80
  5. Sleeping Black Beauty 80
  6. Living Agony 80
  7. Fate 70
  8. Slaves of Yourself 70
  9. Lord Byron 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
79

 

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