Sun King «Terpsichore» (2015)

Sun King «Terpsichore» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
21.06.2015

 

Visualizzazioni:
1503

 

Band:
Sun King
[MetalWave] Invia una email a Sun King [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Sun King [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Sun King

 

Titolo:
Terpsichore

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Ivan Pellegrini :: Voice and Guitar;
- Giacomo Pettinari :: Guitar;
- Daniele Sincini :: Bass;
- Giacomo Zepponi :: Drums;

 

Genere:
Hard Rock

 

Durata:
46' 26"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
14.04.2015

 

Etichetta:
U.d.U. Ululati Records
[MetalWave] Invia una email a U.d.U. Ululati Records [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di U.d.U. Ululati Records [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di U.d.U. Ululati Records
New Model Label
[MetalWave] Invia una email a New Model Label [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di New Model Label [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di New Model Label
Raw Lines
[MetalWave] Invia una email a Raw Lines [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Raw Lines [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Raw Lines

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ritornano a far parlare di loro i marchigiani Sun King con il loro terzo album dal titolo “Terpsichore” in modalità Hard Rock che non tardano certo a mettere in chiaro il loro obiettivo primario ovvero quello di riaccendere gli animi di chi ama il rock sporco e ben fatto: per capirci quello delle auto anni ’70 americane mezze scassate che corrono nel deserto sollevando polveroni con a fianco una bellissima ragazza alla ricerca della libertà più sfrenata e irresponsabile. In sostanza il lavoro ed in particolare tutti i brani di questo platter, hanno come cardine la figura della donna vista nella sua globalità ma anche come un’icona fondamentale nella rappresentazione della musica. I brani, nell’insieme, si propongono con una buona musicalità ben pregni ciascuno di quell’indole hard rock che ci fa stare bene e ci fa allontanare dalla mente problemi e quant’altro; i suoni sono ben scanditi , le ritmiche aggressive al punto giusto e i lead sempre all’altezza della situazione. “This Felling” è il primo brano in hard rock dalle ritmiche semplici ma convincenti anche grazie al buon lavoro vocale che non risulta mai troppo aggressivo e che è ottimamente congeniato in ogni singolo brano per un genere musicale come questo; anche il successivo “Touch It” un rock irruento dalle ritmiche pacate ma intriganti nel sound e dal buon lead guitar realizzato; è poi la volta di “Romance” altro brano carico di un rock energetico che non si accinge certo ad abbassare i toni; “Red Hot Steam Machine” altra perfetta macchinazione del hard rock con una stesura che è musicalmente migliore delle precedenti forse per la tematica trattata che, questa volta ripropone la donna come metafora del desiderio; le successive canzoni dal titolo “I Reject” e “ My Target” nella loro similitudine si rilevano tutto sommato particolarmente differenti: la prima con un’andatura sempre hard rock moderata mentre la seconda sembra andare su una direzione più sparata, quasi ad incentivare un ipotetico pogo degli ascoltatori in un contesto live; brano energico a dovere. Con il successivo dal titolo “Rory” si ritorna, per modo di dire, alle andature classiche del Rock moderato sempre assolutamente coinvolgenti e mai in calata di toni. “Easy Rocker” dall’intro eseguito con un giro di basso poi accompagnato da un insolito, quanto animato motivo, dai tratti assolutamente coinvolgenti; il brano si alterna poi ad andature lente ma sempre dalle sonorità brillanti; “Rock Czar” proposta con un rock dai tratti blues e con un avvincente lead guitar quasi di natura progressive virtuosa; brevissimo brano è “This Felling Reprise” che riprende il ritornello del primo brano proposto ma sinceramente quasi inappropriato; si conclude con “Fear” brano della durata maggiore rispetto ai precedenti ma dai toni iniziali quasi solamente canori poi sviluppati da un’andatura più moderata ma di diverso impatto rispetto ai precedenti. Il lavoro si presenta discreto in tutti i suoi aspetti sia da un punto di vista strumentale che vocale rispondendo perfettamente al genere proposto ovvero un buon hard rock che sicuramente piacerà a molti.

Track by Track
  1. This Felling 80
  2. Touch It 75
  3. Romance 70
  4. Red Hot Steam Machine 70
  5. I Reject 70
  6. My Target 80
  7. Rory 75
  8. Easy Rocker 75
  9. Rock Czar 75
  10. This Felling Reprise 50
  11. Fear 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 21.06.2015. Articolo letto 1503 volte.

 

Articoli Correlati

Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.