Nemesis Inferi «Natural Selection» (2015)

Nemesis Inferi «Natural Selection» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
09.06.2015

 

Visualizzazioni:
1467

 

Band:
Nemesis Inferi
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Titolo:
Natural Selection

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
G.M.Gain :: Guitar, Vocals
Fazz :: Guitars
F.J.C. :: Bass
Andreas Salvi :: Drums

 

Genere:
Rock / Metal Heavy / Groove

 

Durata:
33' 10"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
05.05.2015

 

Etichetta:
Fuel Records
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Distribuzione:
Self Distribuzione
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Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Conosco da tempo i Nemesis Inferi, perché quel “Sins of Eden” fu un cd che capitò tra le mani mie e dei miei amici, anni fa, e lo apprezzammo. Ma i Nemesis Inferi di oggi non hanno niente a che fare col Black sinfonico lento di quell’album: il disco attuale non ha tastiere ed è perlopiù groove metal (non so se il secondo album, che mi sono perso, ha fatto da raccordo), quindi sforziamoci di guardarli sotto un’altra ottica. E da questo punto di vista, “Natural Selection” è un disco che ci prova e fa davvero del suo meglio, ma con risultati così così.
Andiamo con ordine: appare chiaro che sono due le componenti del songwriting, ovvero una partitura groove metal dotata di un buon tiro e dove la chitarra solista fa sempre un ottimo lavoro, a degli andamenti molto meno rabbiosi e più quadrati di canzoni come “Sneak eye” e “Be like god”, dove i NI mostrano una vena che a me sembra industrial metal. Talmente tanto che mi sono chiesto se l’avessero fatto apposta a dare alle canzoni un taglio così remixabile con beats. Questa unione delle due vene compositive non è forse una cattiva idea, ma messa così è uno stacco davvero troppo forte e troppo messo in apertura, che spiazza più che affascinare. E dalla quinta alla settima canzone compresa l’equilibrio tra i due generi non è corroborato: la quinta canzone infatti è una ballad elettrica carina ma superflua e già sentita, “Monolith” possiede dei riffs scontati e qui più che mai i sente anche un difetto presente nell’album: un cantato che ogni tanto fa cilecca e non prende bene qualche nota, e “40 fingers” è una strumentale anche carina, ma superflua. “I.F.F.” è l’unica canzone che, forse, dice la verità su questo bilanciamento musicale in quanto prova a fare una sommatoria tra i due generi che riesce tutto sommato, malgrado alcuni attriti tra i due generi.
Insomma: l’idea che mi sono fatto di “Natural Selection” è che prova a seguire la carta dell’originalità, ma ci riesce fino a un certo punto: per quanto i brani nel complesso non sono affatto male, mancano altre idee e servivano più canzoni per tenere legati due generi differenti, e invece l’unione è appena delineata e lo scollamento tra i due generi secondo me si sente tanto a fine canzone, anche per via della coppia “Monolith” e “40 Fingers”, che non sono brutte, ma evitabili e nulla aggiungono all’album. Concedo ai NI l’onore delle armi, e anche il fatto che questo cd è interessante, nonché il fatto che chi cerca originalità e fusione tra i generi dovrebbe dare un ascolto a “Natural Selection”, ma alla fine dell’ascolto il feeling di “occasione sprecata” è stato forte. Pertanto, il voto rispecchia un cd dagli ottimi intenti, ma di cui non tutti vengono poi tramutati in realtà.

Track by Track
  1. Back to inferi 70
  2. Habemus Liar 60
  3. Sneak eye 70
  4. Be like god 65
  5. Father is your name 65
  6. Monolith 60
  7. 40 Fingers 60
  8. I.F.F. 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
65

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 09.06.2015. Articolo letto 1467 volte.

 

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