Bhagavat «Annuciazione» (2015)

Bhagavat «Annuciazione» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
15.05.2015

 

Visualizzazioni:
1037

 

Band:
Bhagavat
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Titolo:
Annuciazione

 

Nazione:
Italia / Svizzera

 

Formazione:
Fez :: Bass
Maelstrom :: Drums
Mithra :: Guitars, Vocals
Vama :: Vocals, Guitars

 

Genere:
Black Metal

 

Durata:
40' 25"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.05.2015

 

Etichetta:
Rockshots Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
RockShots
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Recensione

Disco di debutto del 2013 (ma solo ora pervenuto in redazione) per i Bhagavat, gruppo per metà valdostano e per metà torinese, fautore di questo “Annunciazione” avvincente e a mio modesto avviso degno di nota a livello nazionale.
Basta infatti aspettare che finisca l’intro per essere catapultati in un black metal spesse volte veloce e dall’insistito mood spettrale e mostruoso, più che diretto, che nella opener “To burn a lair of snakes” mostra uno stile un po’ incrociato col death metal, ma davvero furibondo e compatto, che assume anche soluzioni di chitarra solista nella anche più riuscita “il manifesto del maligno”, violenta e praticamente senza respiro. Ma da qui, nonostante le buone premesse, si migliora ancora con la notevole title track, molto in stile ultimi Otargos, e negli arpeggi fumosi e asfittici di “Black tongue of ground”, canzone dal titolo forse un po’ strano, ma che mi ha ricordato sia i Watain di “Sworn to the dark” che i Dodsengel. Come se fosse poco. Plana invece la conclusione dell’album, dove la sesta canzone è ok ma non spettacolare, e la settima canzone comincia a mostrare una certa monodirezionalità dell’album che trovo un po’ antipatica, va anche detto che i Bhagavat provano a fare qualcosa di diverso, con una parte finale meno distorta e più sognante che è anche carina, ma che paradossalmente trovo troppo diversa dal resto dell’album, troppo solare e fuori contesto. Fortuna che la conclusiva “Moksa” ribadisce lo standard qualitativo dell’album.
In quanto a classificazione dell’album, a costo di sembrare esterofilo, devo dire che i Bhagavat sono tra quelli che mi hanno maggiormente stupito in Italia ultimamente, mentre a livello europeo il loro è un cd da “sette” e poco più. Dico questo non per sminuire la band, ma perché per quanto il cd picchia, all’estero c’è chi sa fare di meglio, con più potenzialità, intensità e versatilità del songwriting (Ma non sono molti, va detto), senza che per questo ci sia quello sgradevole feeling di “troppo la stessa cosa tra canzone e canzone” che potrebbe apparire nei brani, e che costituisce secondo me l’unico vero difetto di questo “Annunciazione”, visto che io avrei preferito aggiungere una canzone veloce ma più lineare, oppure un solenne rallentamento tipo “Anti Flesh Nimbus” stile Funeral Mist. Il giudizio finale che vedete è comunque positivo in quanto i Bhagavat sono una band capace anche se magari non totalmente lavorante a pieno regime, ma nella quale intravedo classe, violenza, potenziale e possibilità. Me li segno per il secondo album.

Track by Track
  1. Cloaca Doctrinarum - Intro S.V.
  2. To burn a lair of snakes 80
  3. Il manifesto del maligno 75
  4. Annunciazione 85
  5. Black tongue of ground 85
  6. Nei mondi infimi 65
  7. Su navi d’argento 65
  8. Moksa 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 15.05.2015. Articolo letto 1037 volte.

 

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