Witch Charmer «The Great Depression» (2014)

Witch Charmer «The Great Depression» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
30.11.2014

 

Visualizzazioni:
1142

 

Band:
Witch Charmer
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Titolo:
The Great Depression

 

Nazione:
U.k.

 

Formazione:
Adam Clarke :: Guitars, Vocals
Len Lennox :: Guitars, Vocals
Kate McKeown :: Vocals
Richy Maher :: Bass
Dave "Slayer Dude" McQuillen :: Drums, Vocals

 

Genere:
Stoner Doom Metal

 

Durata:
42' 2"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
01.09.2014

 

Etichetta:
Argonauta Records
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Distribuzione:
Goodfellas
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Code7 Distribution
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Plastic Head
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Agenzia di Promozione:
Nee-Cee Agency
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Recensione

Ottimo disco di debutto per gli Inglesi Witch Charmer che ci propongono questo “The great depression”, ottimo riassunto in 42 minuti di tutto ciò che sta tra lo Stoner, il doom, il rock e anche un pizzico di metal.
Quest’album è fresco e convincente, e sin dalla opener “Suffer”, per via di un’alternanza tra voce maschile e femminile ma anche di un riffing decisamente ispirato, è possibile sentire che “The great depression” non è fatto da una band che propone riffs stile “Hole in the sky” dei Black Sabbath e tantomeno è composto da una band che sa solo proporre power chords generci: la compattezza di fondo è ottima e le coordinate musicali sono quello di un rock sporco ma moderato come andamento e raramente che va oltre le righe, con un piccolo feeling sludge nell’andamento martellante ma che è sempre presente, e la stessa formula è ripetuta nei due brani successivi. Per sentire qualcosa di diverso, ma ugualmente convincente, occorre arrivare alla quarta “To the death (I’ll drink)”, dove i 7 minuti di durata lavorano con un stile più doom che rock e voci femminili molto stentoree e quasi languide a volte ma convincenti, che conferiscono alla canzone un mood fumoso che tanto ci piace, mentre la conclusione viene affidata alla lunga “Stare into the sun”, che sembra essere una via di mezzo tra lo stile rockeggiante delle prime tre canzoni e il doom della quarta, ma con una maggiore enfasi sulla psichedelia. Conclude una ghost track acustica.
In conclusione: un ottimo disco, in quanto parecchio fresco e maturo, con passaggi davvero eccezionali e degni di nota, tra cui quello più o meno a 2:50 di “A watching of wolves”, che trovo anche essere la canzone migliore dell’album. L’acquisto dell’album è fortemente consigliato agli amanti di queste sonorità, ma anche chi non ne mastica tanto e volesse avvicinarcisi, può partire da quest’album senza problemi. Ben fatto!

Track by Track
  1. Suffer 80
  2. The cull 80
  3. A watching of wolves 80
  4. To the death (I’ll drink) 80
  5. Stare into the sun 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
79

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 30.11.2014. Articolo letto 1142 volte.

 

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