Korrigans «Ferocior Ad Rebellandum» (2014)

Korrigans «Ferocior Ad Rebellandum» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
09.11.2014

 

Visualizzazioni:
1073

 

Band:
Korrigans
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Titolo:
Ferocior Ad Rebellandum

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Solstafir :: Drums
Thanatos :: Vocals
Ensis :: Guitars
Dalk :: Bass
Spiorad :: Accordion, Keys, vocals on "Rebellio"
Torc :: Guitars, Acoustic Guitars, Bouzouki, Tin and Low whistles, vocals on "Rebellio"

 

Genere:
Folk Black Metal

 

Durata:
52' 11"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
06.10.2014

 

Etichetta:
Nemeton Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Disco di debutto per i Korrigans, band proveniente dall’Agro Pontino e che dopo un demo arriva al suo primo album, questo “Ferocior ad rebellandum”, che propone 8 tracce più intro e intermezzo ripartite in 52 minuti e passa di una musica tranquillamente etichettabile come Folk Extreme Metal. Ora: dove si parla di questo genere, non si possono non tirare in ballo i disciolti Draugr da Chieti, ed in effetti per quanto non ci troviamo ovviamente di fronte ad una band clone, l’ascolto del disco deve molto ai sei ragazzi abruzzesi, tanto è vero che ascoltando quest’album vi verranno facilmente in mente le canzoni più agresti dei Draugr, cioè “Ver Sacrum” e “L’Augure e il Lupo”.
Tuttavia, liquidare il cd dei Korrigans come derivativo sarebbe ingiusto come dire che i Draugr erano come i Finntroll: l’opener “Latium vetus” lo dimostra: il mood è più insistito come durata all’interno delle canzoni, e per quanto la fisarmonica sia massivamente presente in questo cd, va detto che l’atmosfera non è mai molto giocosa e allegra, ma tende a rimanere più seria, quasi solenne e con dei moods che sconfinano un po’ di più sul viking, mentre altre volte è palesemente lo stile celtico che differenzia la band di Latina, che ammanta le proprie “Baluardo” e “Iter Bellicum II” proprio di questo mood e differenziandole, anche se poi l’episodio più alcolico e festoso, dato da “Bacchanalia” non manca, e neanche cose più corali della title track, il tutto per un risultato che quindi non delude, che musicalmente è valido e anche tecnicamente interessante, solo con una predilezione per i tempi medi di batteria che per quanto sono un po’ troppo insistiti, risultano piacevoli e potenti in tutto il disco.
Difetti? Sì, ce ne sono. Anzitutto, una certa qual dose di tamarro manca, e magari anche se è voluto, il disco ha cori che potevano essere più esagerati, si poteva abbondare di più con parti cantate da un muro di gente mica tanto sobria, e si poteva anche rendere il disco un po’ meno monodirezionale, visto che sul finire l’omogeneità delle canzoni e il battere sempre sullo stesso mood fiacca leggermente il risultato finale. Questo è un difetto non grave, ma che toglie un po’ la ciliegina sulla torta. Per quello che infine riguarda la musica: sì è vero, l’odore dei Draugr c’è,e a volte è pure forte, ma sinceramente non è tanto un problema per me: meglio una band copia dell’originale che una copia della copia, se propprio vogliamo essere cattivi; io tuttavia vi dico: date tempo per maturare a questi ragazzi.
Disco consigliato un po’ a tutti come qualsiasi cosa folk o viking italiana: sentite quest’album, andateli a vedere da live e prendetevi bene, vedrete che vi divertirete, altro che i soliti musi lunghi.

Track by Track
  1. Proemio (Intro) S.V.
  2. Latium Vetus 75
  3. Baluardo 80
  4. Iter Bellicum I: L’aruspice 75
  5. Iter Bellicum II: Le saturnie mura 75
  6. Corbium Capta Est 80
  7. Bacchanalia 75
  8. Rebellio (Intermezzo) S.V.
  9. Ferocior ad Rebellandum 70
  10. L’animo degli eroi 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 09.11.2014. Articolo letto 1073 volte.

 

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