Infernal Angels «Pestilentia» (2014)

Infernal Angels «Pestilentia» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
28.08.2014

 

Visualizzazioni:
1591

 

Band:
Infernal Angels
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Titolo:
Pestilentia

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Deimos :: Drums
Prince of Tears :: Guitars, Bass
Xes :: Vocals

 

Genere:
Black Metal / Death Metal

 

Durata:
42' 33"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2014

 

Etichetta:
SG Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Parliamoci chiaro: riguardo agli Infernal Angels, band lucana trapiantata nelle marche da tempo, “Shining Evil light” fu una promessa dell’underground Black Metal italiano, un album probabilmente non miracoloso ma dignitosissimo e più che onesto, che brillava magari non per aggressività ma sicuramente per personalità, e lasciava presagire bene per il futuro. Le attese per me purtroppo furono deluse dal secondo “Midwinter Blood”, frettoloso, poco ispirato e che invece di seguire la via maestosa ed epica nonché un po’ triste del primo album preferì cambiare lo stile compositivo proponendone in cambio uno che non mi ha convinto più di tanto, troppo poco diretto e anche un bel po’ generico.
Oggi la SG Records produce il loro terzo full, questo “Pestilentia”, e qui gli Infernal Angels, con una formazione ancora del tutto diversa, cambiano ancora formazione e soluzioni stilistiche, rilsaciando un album più eterogeneo e dritto al punto. Ascoltandolo è evidente che, sentendo le prime due o tre tracce (intro esclusa) dell’album, oggi gli Infernal Angels praticamente sbattono il riff e la velocità in piena faccia, con una “Blood is life” pienamente riuscita e a fuoco, dove per l’impatto si possono risentire i Watain di “Rabid death’s curse” (anche se i riff più melodici e una predilezione alla tempesta sonora mi ricordano di più “Nothing is mine” dei Lilyum). Dopo di questo inizio così folgorante, però, i brani cambiano stile e cercano di rendere “Pestilentia” più omogeneo, con la più dissonante “Domina Nigra”, “Carpathians” più epica, la mid tempo e a volte stentorea “Cold fog rises”, e maggiori influenze death metal negli ultimi due brani.
Si potrebbe pensare ad un capolavoro, ma non è del tutto così: l’album è concettualmente ben formulato, ma il songwriting degli Infernal Angels del 2014 comunque presenta delle zone d’ombra dove mi convince un po’ meno: per tutto l’album infatti, e specialmente nella title track e in “Domina Nigra” si sente il bisogno di una chitarra solista che accentui l’atmosfera dei brani, un po’ troppo basata su riffs su riffs e solo su quelli. Certo, la band ci prova con l’atmosfera di “Carpathians”, ma le variazioni di stile qui presenti non sembrano eccellere, anche se il brano non è male. Non è facile focalizzare il problema che ha questo disco, ma riflettendoci su io mi son fatto l’idea che “Pestilentia” vada bene, ma la formazione, nuova e da sempre mai stabile negli Infernal Angels, va ancora rodata, non è ancora in grado di eccellere a livello compositivo e si deve ancora trovare il modo di far fruttare capacità tecniche e stili fino in fondo: è come una band che spacca come può pur essendo al primo lavoro discografico, solo che nel caso degli Infernal Angels non è il debutto discografico: è il terzo album! Questo sembra essere il problema di “Pestilentia” ed è proprio questo fattore, a mio avviso, a giustificare il mio senso di “bello, ma cosa manca?” a fine ascolto dell’album.
Insomma: “Pestilentia” è valido ma ha luci e ombre, e anche se gli Infernal Angels possono potenziarsi da qui in poi e partono da un’ottima base fornita proprio da quest’album, ciò non toglie che un po’ di ruggine e di possibilità di sviluppare il proprio sound c’è e si sente. Ciononostante, dopo 4-5 anni di silenzio, gli Infernal Angels sono tornati a ruggire dopo “Midwinter Blood”. Consideriamolo come un disco di passaggio che manifesta gli Infernal Angels in via di perfezionamento.

Track by Track
  1. 1347 60
  2. Pestilentia 75
  3. Blood is life 75
  4. In the darkness 70
  5. Domina Nigra 75
  6. Carpathians 65
  7. Cold fog rises 70
  8. Thorn Crown 70
  9. A night of unholy soul 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
69

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 28.08.2014. Articolo letto 1591 volte.

 

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