Solace of Requiem «Casting Ruin» (2014)

Solace Of Requiem «Casting Ruin» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
20.07.2014

 

Visualizzazioni:
1249

 

Band:
Solace of Requiem
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Titolo:
Casting Ruin

 

Nazione:
U.s.a.

 

Formazione:
Jeff Sumrell :: Vocals, Bass
Dave Tedesco :: Drums
Richard Gulczynski :: Guitars

 

Genere:
Black Metal / Death Metal

 

Durata:
44' 42"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
29.08.2014

 

Etichetta:
Vicisolum Productions
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Quarto album per i Solace of requiem, band di death metal tecnico proveniente dagli Stati Uniti, Virginia, che con questo “Casting ruin” esagerano con la componente tecnica già precedentemente manifestata, arrivando a fare un album zeppo di note fino all’inverosimile.
Proprio per questo motivo, i SoR finiscono per avere il difetto tipico di questo genere: le composizioni non hanno molto feeling, per quanto si impegnino a inserire stacchi lievemente più atmosferici, e tuttavia non sono neanche uno sfoggio di tecnica fine a sé stesso, poiché tutto sommato le composizioni sono credibili, genuine, e oggettivamente sanno di potente, con passaggi a tratti più cattivi che differenziano i brani l’uno dall’altro, anche se non siamo nello stile old school death metal neanche per sbaglio. Per intenderci, provate a immaginare certe cose degli Origin mescolate a passaggi debitori ai Behemoth come in “Soiling...”, altre volte ai Nile come in “Heaving...” e altre ancora in stili più slam, come in “Wading into mire”. Raramente si sentono anche passaggi tecnici ma più maligni debitori forse agli Hate Eternal di “I monarch”. Il mio brano preferito è però la coppia “Heaving bile and ash” proprio per via di una partitura più rabbiosa ma capace di aperture, e “Pools of ablation”, leggermente più oscura grazie alla chitarra acustica presente.
In generale, dunque, “Casting Ruin” non esce dai rigidi schemi del death metal tecnico e cerebrale, manca forse di grooves convincenti e potrebbe far storcere il naso a chi non apprezza troppa tecnica, ma comunque è un disco più che valido e tranquillamente godibile dagli amanti delle cose metal più tecniche, ed è proprio ad essi che questo disco è consigliato.

Track by Track
  1. Defiling the spectrum 70
  2. Casting Ruin 75
  3. Soiling the fields of putridity 70
  4. Sons of shards 75
  5. Wading into mire 70
  6. Eroding Absolution 65
  7. Heaving Bile And Ash 75
  8. Pools of ablation 75
  9. Bio-alchemy 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
72

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 20.07.2014. Articolo letto 1249 volte.

 

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