Lord Vampyr «Gothika Vampyrika Heretika» (2013)

Lord Vampyr «Gothika Vampyrika Heretika» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
22.06.2014

 

Visualizzazioni:
1829

 

Band:
Lord Vampyr
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Titolo:
Gothika Vampyrika Heretika

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Lord Vampyr :: Voce
Seth 666 :: Chitarra
STN Zyklon :: Chitarra
Helvete :: Tastiere
Aerioch :: Basso
Aeternus :: Batteria

 

Genere:
Gothic Black Metal

 

Durata:
40' 37"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
21.09.2013

 

Etichetta:
Crank Music Group
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Quinto album per Lord Vampyr, ancora in fissa coi vampiri, e ancora con ciò che possiamo prevalentemente chiamare Industrial Gothic Metal, con solo alcune parti di quest’album a proporre blastbeats e riffs Symphonic Black Metal.
Ora, andiamo meglio qui che nel precedente “Vampyria”, troppo abbozzato e mal cantato per poter essere sufficientemente credibile, ma non di molto per la verità. Il fatto è che “Gothika Vampirika Heretika” si svolge in un substrato musicale tra i due generi suddetti, che tecnicamente lasciano molto spazio a atmosfere, sonorità cangianti e ricche, e eccentricità che mi renderebbero solo contento. Ma è così solo in parte. Il fatto è che GVH suona benissimo quando si limita ad essere Industrial Gothic, come nella molto bella “Lamia” e nell’immancabile cover, che in questo caso è la celebre “It’s a sin” dei Pet Shop Boys, o quando la band si concentra di più sul Black Metal, come nell’accoppiata di “The Night Chronicles”, dove particolarmente nella prima parte si riesces a sentire un brano intenso ed evocativo, con un ottimo tiro e una certa drammaticità di fondo. Il problema viene quando la band prova a fare qualcosa a metà tra questi due generi: “Till dawn” sarebbe stato un ottimo brano industrial, che però viene rovinato dal fatto che inspiegabilmente la band decide di metterci un tempo veloce e più metal che magari unirà anche più generi, ma che per me non era necessario, e con la spettacolare carta sprecata di “The Ghost”, che sembrava essere un super ballatona con tanto di violino, finché alcuni blastbeats non sopraggiungono a rovinare tutto. Ok, è ben legato nel contesto anche qui, ma da un punto di vista prettamente da ascoltatore il risultato mi è sembrato un mezzo fiasco. Altrove è l’attenzione a certi particolari che rovina in parte i brani, con la già menzionata “The ghost” infastidita anche da alcuni cori troppo languidi, mentre la title track sembra essere un brano dove la personalità della band capitolina va a farsi benedire, con Lord Vampyr che usa un cantato vistosamente troppo emule dei The Cure e anche dei Moonspell che mal si lega al resto.
Per il resto, va detto: il resto dell’album è più che ok: “Theda Bara” è molto godibile, di altri brani se n’è già parlato, e “Kingdom of fear” anche non è male, ma c’è il rimorso per un album che sento un po’ corto e che forse avrebbe meritato brani più lunghi al fine di enfatizzare certe atmosfere.
Strano destino quello di Lord Vampyr ma anche dei suoi (molto) ex compagni Theatre Des Vampires, ostinati in tematiche vampiresche di moda nel Gothic, ma che nel Black Metal sanno ormai di superato, e che per diversi motivi sono belli, ma non al top. Nel caso di Lord Vampyr i motivi sono questi finora detti, e rendono l’album carino, ma forse non vincente, bello, ma non seducente. “Gothika Vampyrika Heretika” dunque conferma lo standard di Lord Vampyr e per certi aspetti forse ne alza anche il potenziale, però secondo me si può fare ancora meglio e di più. L’industrial dev’essere pulitissimo e precisissimo da un punto di vista auditivo, quasi asettico, e da questo punto di vista Lord Vampyr deve ancora maturare.
Un gradino (e forse qualcosa di più) rispetto ai personalmente troppo monodirezionali e quasi stereotipati Theatre des Vampires, ma un gradino sotto ad altri nomi europei di questo genere. Forza ragazzi!

Track by Track
  1. Theda Bara 75
  2. Lamia 80
  3. Gothika Vampirika Heretika 65
  4. The Night Chronicles (Pt. I) 75
  5. Till Dawn 60
  6. The Ghost 70
  7. The Night Chronicles (Pt. II) 70
  8. It’s a sin (Pet shop boys Cover) S.V.
  9. Kingdom of Fear 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 65
Giudizio Finale
71

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 22.06.2014. Articolo letto 1829 volte.

 

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