An Autumn For Crippled Children «Try Not To Destroy Everything You Love» (2013)

An Autumn For Crippled Children «Try Not To Destroy Everything You Love» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
30.12.2013

 

Visualizzazioni:
737

 

Band:
An Autumn For Crippled Children
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Titolo:
Try Not To Destroy Everything You Love

 

Nazione:
Belgio

 

Formazione:
TXT :: Bass, Keyboards
CXC :: Drums
MXM :: Guitars, Vocals, Keyboards

 

Genere:
Depressive Experimental Doom / Black Metal

 

Durata:
48' 45"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
02.12.2013

 

Etichetta:
ATMF
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ritornano gli olandesi “An Autumn...”, e persistono sul loro post/shoegaze che mostra qualche elemento mutuato dalla darkwave, solo che in questo disco vanno ben oltre il loro precedente “Only the ocean knows”, e ci consegnano un album che, diciamocelo chiaro e tondo, di black metal non ha assolutamente niente. Certo, ci sono le raw vocals, ma di certo questo non basta a definirli black metal. No, questo “Try not to destroy everything you love” è molto ricercato nei suoni, poggia molto più su tastiere e ritmica, lasciando la voce a brontolare in sottofondo, mentre la chitarra è addirittura quasi in disparte, il tutto su di una resa sonora molto sfocata e diafana, ma indiscutibilmente parecchio atmosferica e riuscita, che rendono le canzoni molto psichedeliche, basate sul mood e sul complesso più che su qualche elemento predominante, e quasi descrivibili come un suono vibrante, più che come un gruppo musicale.
È dunque delicato e fragile nei suoni questo “Try...”, ma godibile. Perché gli An Autumn hanno capito che il dualismo darkwave/dbsm/shoegaze non funziona granché, che molti spigoli vanno smussati e che serve molta atmosfera, maestosità, ariosità e varietà di arrangiamenti se si vuole rendere al meglio questi generi. Per tal motivo “Try not...” è riuscito: rappresenta un indubbio passo in avanti nella commistione di questi generi, meglio riproposti e più amalgamati. Certo, come detto qui di metal estremo non vi è traccia, e aspettatevi piuttosto una originale deformazione del doom, ma detto questo, se l’atmosfera è tutto ciò che fa per voi, allora vi innamorerete di “Autumn Again” e della sua morbidezza, della stentorea “Never complete”, dell’atmosfera della title track, che rimembra qualcosa della Carmen Consoli più sperimentatrice, della maestosa “Hearts of light” e della tersa “Closer”. Non si tratta questo di un album che sa variare come un album metal, ma possiede una profondità di atmosfere talmente rimarcabile da essere praticamente un must per chi pensa che l’atmosfera in musica sia tutto. L’unico difetto, come in quasi tutti i dischi di questo tipo, è che il successo di quest’album è circoscritto ai fans del genere e potrà risultare ostico, se non quasi sgradevole e moscio a chi non fa dell’atmosfera la sua ragion di vita, a causa dell’estrema categorizzazione che l’album e l’intera band hanno. Questo fa abbassare di un po’ il voto finale, poiché sono dell’idea che i veri grandi album devono convincere e far avvicinare anche chi finora, come me, è stato poco impressionato da questo sottogenere musicale. Ma come detto, se per voi l’atmosfera in musica è tutto e non vi interessano le scariche più tipicamente metal, questo disco è da avere.

Track by Track
  1. Autumn Again 80
  2. The Woods Are on Fire 70
  3. Never Complete 75
  4. Try Not to Destroy Everything You Love 80
  5. Hearts of Light 75
  6. Sepia Mountains for Her Lament 75
  7. Closer 75
  8. Avoiding Winter 70
  9. Starlit Spirits 70
  10. Quiet evenings 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 30.12.2013. Articolo letto 737 volte.

 

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