AA.VV. «U.M.A. Compilation - Vol.1» (2013)

Aa.vv. U.m.a. Compilation - Vol.1 | MetalWave.it Recensioni Autore:
Jezebel »

 

Recensione Pubblicata il:
26.06.2013

 

Visualizzazioni:
1617

 

Band:
AA.VV.

 

Titolo:
U.M.A. Compilation - Vol.1

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
AA.VV.

 

Genere:
Vari

 

Durata:
1h 6' 9"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
11.03.2013

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Underground Metal Alliance
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Recensione

L' U.M.A. (Underground Metal Alliance) è un'organizzazione nata per promuovere il rock e il metal underground italiano e per farlo mette a disposizione in free download delle compilations in cui vengono raggruppate diverse band che possono presentare agli ascoltatori un loro brano. L' “U.M.A compilation Vol.1” con dodici brani cerca di puntare l'attenzione sui diversi stili, generi e sottogeneri, mantenendosi, però, sempre sulle frequenze metal. Il melodic e power metal sono molto presenti all' interno di questa raccolta: si inizia con il melancholic metal degli A tear beyond, la loro “Lullaby for my grave” è vocalmente ricca: growl, pulito in bilico tra Rammstein e Mike Patton accompagnati da fraseggi lirici; per poi passare alla grintosa voce femminile che in “Life” guida gli orecchiabili Aloud, ai Flashback of anger e al loro melodic prog con intermezzi barocchi e alle costruzioni power melodiche dei Nhorizon. Le atmosfere si incupiscono e ritornano alle radici del doom metal nel brano “Tenebra” degli Enoch e diventano nettamente funeste ma non plumbee con l'etereo sound black metal dei torinesi Phenris. “Anger” dei Signs preyer contiene un sound ibrido tra groove e numetal, ben cantato che funge da ponte tra le precedenti tendenze più scure e quelle più arrabbiate dei KLL, che nel brano “Black covers white” sfoderano un old school trash dalla ritmica e dai riff precisi. Si vira verso tendenze contemporanee con i Got no ego, band metal/hardcore che riesce a far emergere veracità e italianità in “Clouds”e con i sempre ottimi Six days of May, dal sound metalcore evoluto. In questa compilation trovano spazio anche sperimentazioni nucore all Italian-style dei Volumicriminali e “Our Island, our cross” degli Apneica, litania strumentale con buoni spunti armonici. Questa compilation è fresca e varia, con scelte di qualità capaci di suscitare interesse anche in ascoltatori meno avvezzi ai suoni distorti e pesanti.

Track by Track
  1. A tear beyond - Lullaby for my grave 70
  2. Aloud - Life 75
  3. Apneica - Our island, our cross 70
  4. Enoch - Tenebra 70
  5. Flashback of anger - Time can answer 70
  6. Got no ego - Clouds 80
  7. KLL - Black covers white 75
  8. Nhorizon - Nightstalkers 70
  9. Phenris - A whisper in the tempest 70
  10. Signs preyer - Anger 75
  11. Six days of may - Spring break 75
  12. Volumicriminali - False scuse 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Jezebel » pubblicata il 26.06.2013. Articolo letto 1617 volte.

 

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