Eyeconoclast «Clustered Dead Ending Corridors» (2005)

Eyeconoclast «Clustered Dead Ending Corridors» | MetalWave.it Recensioni Autore:
HatewerK »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1301

 

Band:
Eyeconoclast
[MetalWave] Invia una email a Eyeconoclast [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Eyeconoclast [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Eyeconoclast [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Eyeconoclast [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Eyeconoclast

 

Titolo:
Clustered Dead Ending Corridors

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Synder: vox
The Elder: guitars
Saul: Guitars
Eddu: Bass
Mauro: Drums

 

Genere:

 

Durata:
21' 3"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2005

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Era ora! Dopo un'attesa fin troppo lunga, dopo cambi di lineup, finalmente esce il nuovo disco degli Eyeconoclast, band romana dedita al più veloce e ferale thrash immaginabile, debitore nei confronti di The Crown, At the gates e compagnia bella, ma con uno spunto del tutto personale. I 5 figli della cute già impressionarono ai tempi del loro primo mini-cd "Binary encoded sunset", ma signori miei belli (a anche quelli brutti), eccolo qui, il classico BOTTO! "Clustered dead ending corridors" può tranquillamente (finora) fregiarsi di migliore release italiana dell'anno, in ambito thrash-death: un concentrato di velocità e frenesia. Il problema è capire da dove iniziare ad incensare i pregi del disco, perchè ne ha veramente tanti, a partire dalle canzoni: la opener, che dà anche il titolo all'album, lascia alla breve intro il compito di farci avvicinare incuriositi alla lama, per poi aprirci in due con il dirompente inizio della canzone... Bastano 30 secondi e la prima cosa che si nota è che gli Eyeconoclast hanno guadagnato tantissimo dal cambio del batterista: il loro vecchio drummer, per quanto bravo, non può reggere il confronto con ciò che il nuovo arrivato Mauro (in forza anche agli Hour of Penance) vomita addosso all'ascoltatore: una cascata di blast, tupatupa, rullate, scariche di doppia cassa come se piovesse, con la classe e la fluidità che differenzia un GRAN batterista da un bravo batterista. Le chitarre di Elder e Saul macinano riff senza soluzione di continuità, con un suono cattivo, ma così cattivo che (so che il chitarrista Alessio mi amerà per questo) mi ricorda il basso di Lemmy... A cappello del tutto, la poliedrica voce di Synder, uno dei migliori cantanti estremi del centro italia, capace di passare da toni alla Chuck Billy a growl potenti a urla laceranti..
Il disco continua alla grande con "Overload 5790", un'altra stilettata dall'inizio alla fine, senza pausa nè per l'ascoltatore nè per i 5 capitolini, e indovinate un pò? Con "Speedlight trauma.." le cose non cambiano: pause ridotte al minimo tra una traccia e l'altra, per sfiancare l'ascoltatore e lasciarlo senza respiro. Ma un pò di buono tra il marcio, porca peppa ce l'avranno pure sti Eyeconoclast, no? Essì che ce l'hanno, e infatti ci concedono un attimo di (relativa) tregua con il quarto pezzo, "Axyom...", dove i tempi si fanno più rallentati (ma non l'intensità), facendo emergere ancor più, se possibile, la bravura di Mauro dietro le pelli.
Già 4 tracce del genere basterebbero per rendere felice il fortunato ascoltatore del disco, ma il bello è che il capolavoro del disco deve ancora arrivare.. Carlos e soci decidono di riprendere il pezzo che diede il nome al loro primo demo, "Cursors", e reinciderlo con la nuova lineup... Il risultato è devastante, un riff ASSURDO che sorregge il pezzo più esaltante del disco, l'assuefazione è totale, applausi a scena aperta...
Io, altro da aggiungere non ce l'ho, se non una nota sulla produzione e il mixaggio, curati ovviamente dallo stesso Saul presso i 16th Cellar studios di sua proprietà: ottimo bilanciamento dei suoni e delle frequenze, forse un pò piatte negli alti ma che permettono di alzare il volume del vostro malconcio e tarocco stereo della Fiat 500 al massimo, senza incorrere in distorsioni del suono (io che sono ricco ho il Kenwood... posso permettermelo, privilegi di chi la notte invece di dormire va a dar via il ....).

Discone.

Track by Track
  1. Clustered Dead ending Corridors 90
  2. Overload 5790 80
  3. Speedlight trauma for reconstruction 85
  4. Axyom of the diode gods 75
  5. Cursors 95
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
83

 

Recensione di HatewerK » pubblicata il --. Articolo letto 1301 volte.

 

Articoli Correlati

News
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.