Atlantis Chronicles «Ten Miles Underwater» (2013)

Atlantis Chronicles «Ten Miles Underwater» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Pare »

 

Recensione Pubblicata il:
12.03.2013

 

Visualizzazioni:
697

 

Band:
Atlantis Chronicles
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Titolo:
Ten Miles Underwater

 

Nazione:
Francia

 

Formazione:
Antoine Ribent - Vocals
Jèrome Blazquez - Guitar
Alex Houngbo - Guitar/Vocals
Mikael Rumebe - Bass
Sydney Taieb - Drums

 

Genere:
Death / Prog Metal

 

Durata:
48' 53"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
12.03.2013

 

Etichetta:
Coroner Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

E’ proprio il caso di dire “tuffiamoci” nel death metal dove, dagli abissi, spuntano i francesi Atlantis Chronicles, che ci presentano il loro nuovo lavoro. Dodici brani di death/prog che, nonostante le sonorità ormai note al pubblico amante del genere, viene trascinato da questo concept album prendendo le sembianze di una rock opera.
Un minuto di intro per entrare nel batiscafo di William Beebe (un esploratore che nel 1934 sfiorò i 1000 metri di profondità) e via! Apre le danze “And embrace the abiss”, brano da me preferito che segue un binario più melodico rispetto ad altri.
Anche “Ten miles under water” (brano che dà il titolo all’album) dopo qualche ascolto, lascia il segno, complice anche l’ottima qualità del prodotto. Ottimi gli arrangiamenti, ogni break down è un gancio che ti prende per la gola e ti sradica da terra. “L’ivresse des profondeurs” mette una piccola pausa, due minuti di strumentale in acustico ben arrangiato, che soffre la mancanza di una voce, ovviamente pulita, dell’abile Antoine un cantante dalle mille sfumature scream e growl.
Spicca anche “Tales of atlantic” che nei suoi 6 minuti ci ricorda di essere ancora nelle viscere del mare. Soli ben strutturati in parte contro cantati, ogni pennata è un colpo di cassa, niente di nuovo ma ben fatto.
Con l’ultimo brano “William Beebe” si chiude il capitolo dedicato all’omonimo esploratore, un brano anch’esso strumentale dove le due chitarre si rendono protagoniste, una breve parentesi che ci riporta al brano “L’ivresse des profondeurs” ed una scontata ma doverosa traccia fantasma che sembra chiudere l’ultima pagina di un libro.
Il mondo del death/prog è già saturo da tempo, ma l’idea degli Atlantic Chronicles di racchiudere tutto sotto un unico contesto può fare la differenza. Tecnicamente sono perfetti, hanno grinta da vendere e si mescolano molto bene tra i vari cultori del genere, sperando che non si lascino “affondare” negli abissi dell’underground.

Track by Track
  1. Enter The Bathysphere... 60
  2. ... And Embrace The Abyss 80
  3. Echoes Of Silence 60
  4. Thousands Carybdea 70
  5. Homocene 55
  6. Ten Miles Underwater 75
  7. L’Ivresse Des Profondeurs 65
  8. Architeuthis Dux 70
  9. Tales Of Atlantis 80
  10. Stomias Boa 75
  11. Behold Kraken 65
  12. William Beebe 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 95
  • Qualità Artwork: 85
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 95
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Pare » pubblicata il 12.03.2013. Articolo letto 697 volte.

 

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