AA.VV. «Freesound System Vol.1» (2012)

Aa.vv. «Freesound System Vol.1» | MetalWave.it Recensioni Autore:
FallenAngel »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1949

 

Band:
AA.VV.
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Titolo:
Freesound System Vol.1

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:

 

Genere:

 

Durata:
43' 16"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La Freesound Records è un’etichetta musicale indipendente che si impegna, ormai già da una decina d’anni, di promuovere bands italiane emergenti e non aiutandole sia per quanto concerne la registrazione che per quel che riguarda la promozione vera e propria. Questo “Freesound system vol.1” è una compilation che pubblicizza dieci band che provengono principalmente dalla Toscana e che suonano generi musicali notevolmente diversi tra di loro.
Si parte con i veronesi Shelter of Leech che, con la loro “K.O.”, ci propongono un metal moderno e decisamente potente. La band toscana dimostra una notevole personalità nel sound prendendo spunto qua e là da band più blasonate; riff di chitarra al fulmicotone accompagnano una sezione ritmica precisa e convincente; il tutto è completato da una linea vocale “aspra” ma mai esagerata che lascia spazio a scampoli di melodia senza però tralasciare un impatto emozionale davvero notevole.
Calmiamo un po’ gli animi con i Tenebra che suonano un gothic metal abbastanza anonimo senza particolari punti di interessi; tutto il brano odora di già sentito prendendo evidente ispirazione da Evanescence e Within Temptation. Strumentalmente parlano, la band non è male , ma manca completamente di originalità soprattutto per quanto concerne la linea vocale che suona secca e quasi senza effetti.
Il rock’n’roll dei 17 Crash è decisamente interessante, energico e ben strutturato; pur sfruttando gran parte dei cliché del genere, la band toscana convince grazie all’energia sprigionata dalle note suonate dalle chitarre e da chorus ben eseguiti e di sicuro impatto anche in sede live. I 17 Crash sono la dimostrazione che, per fare buona musica, non sia sempre necessario eseguire virtuosismi estremi; a volte bastano poche cose lineari e ben suonate per convincere.
Con i pisani Weeping Willow ci spostiamo verso lidi più estremi grazie alla loro “Winter”. Ci troviamo davanti a 5 minuti di death metal ben suonato e studiato nei minimi particolari; è difficile suonare un death metal pulito ma al tempo stesso energico e i nostri ci riescono senza particolari cadute di stile; la voce, che alterna scream a growl, non è mai esasperata e sprigiona una claustrofobica energia aumentata da una batteria che fa del doppio pedale il suo punto di forza; momenti energici e tipicamente death old style si alternano a parti maggiormente cadenzate che strizzano l’occhio al doom metal, riuscendo a creare un’ambientazione cupa di tutto rispetto.
Rock targato Italia con i Wicked Desire che, con il loro sound fresco e vitale, tengono viva l’attenzione dell’ascoltatore; stacchi millimetrici si alternano a parti di pura energia che culminano con un ritornello decisamente orecchiabile che rimane in testa da canticchiare anche dopo un primo sommario ascolto.
Chris Caroline ci propone invece un brano di rock solista che non convince per nulla; il pezzo in questione è infatti estremamente banale e sentito milioni e milioni di volte e riesce a strapparci solo un annoiato sbadiglio.
Con i D8 Dimension e i Last Secret ritorniamo in ambito metal con due brani senza infamia e senza lode, ben suonati, ma che mancano di mordente e di energia; in entrambi i casi troviamo spunti decisamente interessanti che devono però essere studiati meglio e personalizzati a dovere.
I lucchesi Haye’s Grave invece suonano un metal-core di indubbio impatto che mi lascia decisamente perplesso; “Philosophers” è sicuramente un buon brano per quanto riguarda le parti strumentali in cui riff granitici accompagnano una sezione ritmica potente e precisa, mentre la voce risulta essere esasperata con uno scream per nulla pulito e che impasta il sound del brano stesso.
Ultimi, ma non per bravura sono i Funkowl di Rovigo che, con la loro “Hanged hunter” ci propongono un funk-prog decisamente notevole e originale; il brano presenta pregevoli cambi di tempo e un ritmo di batteria accattivante e molto personale.
Questo “Freesound system vol.1” è quindi una buona panoramica sull’underground nazionale che ci conferma che in Italia sono sempre presenti bands di buon livello che meriterebbero molto di più che suonare nell’ombra.

Track by Track
  1. Shelter of Leech - K.O. 80
  2. Tenebra - Tenebra 55
  3. 17 Crash - Let me live you rock'n'roll 75
  4. Weeping Willow - Winter 80
  5. Wicked Desire - Ritocco il giorno 70
  6. Chris Caroline - Bad love 50
  7. D8 Dimension - Poison Hamster 60
  8. Haye's Grave - Philosophers 60
  9. Funkowl - Hanged hunter 75
  10. Last Secret - Lonely prison 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
66

 

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