An Autumn for Crippled Children «Only The Ocean Knows» (2012)

An Autumn For Crippled Children «Only The Ocean Knows» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
946

 

Band:
An Autumn for Crippled Children
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Titolo:
Only The Ocean Knows

 

Nazione:
Olanda

 

Formazione:
Txt :: Bass, Keyboards
Cxc :: Drums
Mxm :: Vocals, Guitars, Keyboards

 

Genere:

 

Durata:
39' 7"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Ambizioso ma con diversi difetti questo terzo cd degli olandesi An autumn for crippled children, che in questo disco ci propongono un certo tipo di cosiddetto post Black metal, che si propone di unire certe sonorità tipicamente depressive con altre di chitarre effettate, con altre (ed è qui la carta dell’originalità) spiccatamente new wave (“Past tense”, “Yes I know...”, “The rising tide”) ed altre addirittura alternative rock, tipo la bella e riuscita “In february” o la stessa “Yes I know...”. Quindi sì: troverete il suono del basso rombante di gruppi come The Cure, primi Litfiba, Bauhaus etc, tentazioni per atmosfere a volte cupe e a volte solari, ma comunque leggere e lontane dalle iper saturazioni dello stoner. Il leit motif del disco è questo, con la parte centrale del cd che invece abbandona queste influenze per abbandonarsi ad un mood più gothic/doom molto soffuso e sognante, tipo certi Tiamat.
Un disco dunque che possiede una forte dose di originalità, e che appunto solo per questo merita un ascolto da chiunque apprezzi questi generi, dando una marcia in più ad un genere, il depressive, che spesso ho sempre considerato troppo unidirezionale e quasi stereotipato a volte. I migliori episodi compositivi del disco sono esposti alla grande dalle belle e molto gothic/doom “In february” e “This garden these trees”, oltre che la più orientata verso la new wave “The rising tide”.
Purtroppo, però, come detto a inizio recensione, questo cd per me ha dei difetti. Il primo dei quali è che nonostante le influenze alternative e new wave, certe soluzioni stilistiche non sono state (colpevolmente) toccate, come la qualità sonora, che cerca di imitare troppo i suoni new wave mettendo in primo piano basso e batteria, e sacrificando la chitarra, rovinando i momenti più gothic/doom, e anche la voce, che tra l’altro invece di adeguarsi agli altri generi proposti, persiste sul solito (e per me ultra trito) urlaccio lamentoso stile Burzum, distruggendo gran parte delle atmosfere. Un esempio? La seconda “Yes I know...”, carina quanto volete, ma che sembra qualcosa dei Placebo mischiata coi The Cure, ma con una voce alla Burzum. Il tutto senza contare molte ripetitività stilistiche e di arrangiamento tra canzone e canzone. Curiosamente, la parte migliore del disco è proprio quella centrale, quella data da “In february” e “This garden...”, dove le sonorità si appianano verso un più canonico gothic/doom lasciando quelle suddette. Insomma: degno di un ascolto e molto originale, da apprezzare solo per questo, e in parte riuscito, ma anche con una qualità sonora sbagliata, troppo ibrido tra il depressive e il new wave/alternative, con il songwriting degli AAFCC che risulta più digeribile e riuscito proprio quando lascia stare le sperimentazioni che questo disco voleva affrontare.
Il voto di questo cd è abbastanza soggettivo, ma io personalmente lo reputo l’ennesimo disco post black metal che cerca di essere innovativo, ma che finisce solo per fare una commistione di qualche genere musicale con tracce di black metal. Certo, la commistione è riuscita e il cd è carino, ma è tutt’altro che un cd da ricordare. Per i difetti suddetti che ha, perché la sua evoluzione musicale è comunque circoscritta a qualcuno dei brani qui presenti ed anche un po’ fine a sé stessa, e soprattutto perché, se permettete, se voglio ascoltare un cd new wave o un cd alternative, metto appunto un cd new wave o un cd alternative, non compro un cd degli AAFCC, con rispetto. Ripeto: carino, originale e valevole di un ascolto, ma sono dubbioso sulla sua effettiva longevità e utilità.

Track by Track
  1. Past tense 70
  2. Yes I Know… Love And Death… Always 65
  3. This garden these trees 70
  4. In February 80
  5. Only the ocean knows 70
  6. The First Snow This Year 65
  7. Uncureable 60
  8. The rising tide 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 50
  • Qualità Artwork: 50
  • Originalità: 90
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
68

 

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