The Stranded «Survivalism Boulevard» (2012)

The Stranded «Survivalism Boulevard» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1050

 

Band:
The Stranded
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Titolo:
Survivalism Boulevard

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Claudio Ravinale :: Harsh Vocals
Ettore Rigotti :: Guitars, Clean Vocals
Elliot Sloan :: Guitars, Bass
Alessio Neroargento :: Keys, Synth

 

Genere:

 

Durata:
40' 2"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“The Stranded” è la nuova creatura partorita dalla mente di uno dei massimi e più prolifici esponenti del metal italiano, quell’Ettore Rigotti, polistrumentista che abbiamo visto anche in veste di produttore (Disarmonia Mundi , Blood Stained Child, Slowmotion Apocalypse, Destrage etc.) in svariate occasioni.
Oltre ai DM Rigotti ha pensato di imbastire un altro gruppo in cui milita, a parte la sua figura, anche altri musicisti dal gran talento e sono il compare Claudio Ravinale (Disarmonia Mundi), Elliot Sloan (skater professionista nel team di Tony Hawk) e il tastierista Alessio Neroargento (polistrumentista che abbiamo ascoltato con piacere nel progetto omonimo lo scorso anno).
Dunque, come sono questi “The Stranded” quindi? Devo dire la verità, pur proponendo qualcosa che è stato già molto inflazionato anche dai grandi nomi, mi hanno convinto molto con quel loro, cosiddetto, Modern Metal (nome azzeccato per altro!) nel quale confluiscono con naturalezza tutti gli elementi stilistici che abbiamo avuto modo di ascoltare negli anni da Dark Tranquillity, In Flames, Soilwork e via dicendo per cui la scuola resta sostanzialmente quella scandinava quanto a invenzione anche se tuttavia i nostri sanno infondere molta personalità ai pezzi generando delle buone composizioni, dal minutaggio tutto sommato fruibile (3 minuti e mezzo in media) e quindi “Survivalism Boulevard”, così com’è stato concepito appare un ottimo prodotto, commercialmente più che valido con la differenza che può essere espressa solo con la frasetta “italians do it better”.
Tendo a pensare che ciò che passa per le mani del nostro paese il più delle volte ne esce migliorato, evoluto e certamente generato con idee migliori e questo pensiero di certo acquista prove su prove anche grazie a progetti come i The Stranded che fanno ciò che sanno fare nel migliore dei modi.
Riff pesantissimi, moderni e molto accesi fanno da apripista a ritmi serratissimi, fatti di pattern buoni e rielaborati decentemente. Anche le tastiere svolgono un ruolo importante avendo come missione (vinta) quella di sottolineare con delle atmosfere adatte ciò che il pezzo vuole trasmettere mentre soli di chitarra fanno il resto.
Ciò che mi ha colpito maggiormente del debut della band è questa volontà di creare un disco fruibile, passando ovviamente e coscientemente sopra i grandi nomi che non starò qui a ripetere, ma senza risultare troppo debitore come fosse un’immersione mai troppo profonda, giusto il tempo per trovare la via da prendere e conseguentemente percorrerla.
Ci hanno convinto!

Track by Track
  1. Blood Like Gasoline 70
  2. Only Death Can Wave Us Now 65
  3. Blackout Season 70
  4. I'll Will Future 70
  5. Sulphur Crown 70
  6. Eclipse 65
  7. Carnival Shroud 65
  8. Post-Human Archetype 70
  9. National Breakdown 70
  10. Survivalism Boulevard 60
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
70

 

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