Northwinds «Winter» (2012)

Northwinds «Winter» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
939

 

Band:
Northwinds
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Titolo:
Winter

 

Nazione:
Francia

 

Formazione:
Vincent Niclas :: Vocals, Guitars, Bass
Thomas Bastide :: Guitars
Thomas Boivin :: Bass
Emmanuel Peyraud :: Keyboards
Sylvain Auvé :: Drums, Vocals

 

Genere:

 

Durata:
55' 49"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Il quarto disco e non sentirlo. I Northwinds hanno un moniker che potrebbe richiamare Black o Folk Metal e invece sono una combo dell’Ile-de-France che si diletta fin dal lontano 1995 in musica di tutto rispetto proponendo composizioni articolatissime e che prevedono un Heavy Doom d’annata buona mescolato con del sapiente Progressive Rock settantiano e intromissioni Folk qua e là.
I suoni che ne ricavano sono ottimi e riescono a riportare con naturalezza la mente verso un mondo musicale che tantissimi hanno sempre apprezzato. L’operato dei Northwind è considerabile farina del loro sacco per un buon 70% nonostante i frequentissimi richiami a Pink Floyd (come nella lunghissima suite “Winter”), ai Black Sabbath nemmeno a dirlo ma anche a tutta visione psichedelica della musica che i nostri sanno personalizzare pur restando fedeli alla linea: “Gordon” è un perfetto esempio, mezza visionaria e mezza rock ‘n’ roll. Questo gioca in loro favore per quanto riguarda una coerenza generale ma mina considerevolmente su di un piano creativo..almeno all’inizio si potrebbe pensare in questo modo e invece, dopo un paio di ascolti, si può evincere benissimo che la band sa perfettamente giostrarsi tra brani più tirati in modo Heavy e continue occhiate a ciò che era bello e buono quarant’anni fa. Tanto di guadagnato per noi ascoltatori che riusciamo a farci un’esperienza niente male e per una volta senza dover ricorrere necessariamente ai grandi classici. Non tutto è perduto per il vecchio Progressive a quanto pare.
Nota di merito assoluta: il lavoro sui singoli suoni: eccellente davvero! Chitarre dai leggeri segni distorti si mescolano ad un basso profondo e preciso mentre drumming volutamente sporchi –quasi mono, potremmo coraggiosamente dire- sanno ben sottolineare i complessi passaggi vocali e un hammond divinamente suonato fa il resto ricordandoci un po’ il sound classico degli Iron Butterfly e similari.
Disco interessantissimo e da approfondire.

Track by Track
  1. Turned To Stone 75
  2. Land Of The Dead 75
  3. Last Chance 85
  4. Gordon 80
  5. Black Tower 80
  6. Winter 90
  7. Clear Windowpane 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 95
  • Qualità Artwork: 60
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
79

 

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