Rise To Fall «Defying The Gods» (2012)

Rise To Fall «Defying The Gods» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
732

 

Band:
Rise To Fall
[MetalWave] Invia una email a Rise To Fall [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Rise To Fall [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Rise To Fall

 

Titolo:
Defying The Gods

 

Nazione:
Spagna

 

Formazione:
Dalay Tarda :: Vocals
Hugo :: Guitars
Javi :: Guitars
Asis :: Bass
Txamo :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
41' 52"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Di stampo chiaramente Melodic Death Metal, gli spagnoli Rise To Fall se ne escono con questo “Defying The Gods”, creatura proveniente dagli studi del’Ettore Rigotti, ormai consolidato mago del mixaggio e del mastering di gruppi prevalentemente tutti provenienti da un ramo dell’Heavy Metal moderno, da quello che ho avuto modo di ascoltare da un anno a questa parte.
Cosa dire di Defying The Gods”? Purtroppo, benché sia un prodotto indiscutibilmente valido da un punto di vista commerciale e quindi prodotto in modo cristallino, pulitissimo e dai bei suoni, induce troppo spesso alla noia mortale, elemento che non è possibile omettere per via delle troppe ripetizioni (evitabili, data la grande tecnica della band iberica) e da brani che, in fondo si somigliano un po’ tutti.
“Intro-strofa-ponte-ritornello-strofa-ritornello-solo-coda” è la formula con cui i Rise To Fall hanno composto questi undici brani, un po’ troppo simili tra loro e, cosa ancor più antipatica, troppo simili ai moderni In Flames, Soilwork, Attack Attack! e via discorrendo in un genere musicale che ammette sperimentazione ma che, alle lunghe e se non sufficientemente originale potrebbe potenzialmente fare la fine del più fastidioso Metalcore che fino a poco tempo fa girava tra le redazioni sotto forma di gruppi clone del clone etc.
“Defying The Gods” è senz’altro piacevole se si ascoltano i primi tre o quattro brani ma, appena superata la metà il tedio salta fuori e skippare sembra l’unica soluzione possibile per ricercare un pezzo maggiormente appetibile; impresa fallita poiché la “forma canzone” e le soluzioni melodiche di un Melodeath trito e ritrivo con intromissioni dell’elettronica sembrano risultare le uniche formule musicali presenti all’interno di questo lavoro che giudico sufficiente per l’impegno ma mediocre quanto a creatività. C’è uno stucchevole senso di vuotezza all’interno del disco che fa veramente pensare.
Un must per giovani metalheads che si spremono ancora i brufoli, ma nulla di più.

Track by Track
  1. Ascend To The Throne 70
  2. The Compass 70
  3. Whispers Of Hope 70
  4. Reject The Mould 60
  5. Inflexible Kingdom 60
  6. Instruction Cycle 65
  7. Lost In Oblivion 50
  8. Decoding Reality 55
  9. Dare To Cross 55
  10. Fall To Drama 50
  11. Defying The Gods 50
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 50
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
63

 

Recensione di carnival creation » pubblicata il --. Articolo letto 732 volte.

 

Articoli Correlati

Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.