Freedom Call «Land Of The Crimson Dawn» (2012)

Freedom Call «Land Of The Crimson Dawn» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Revenant »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
933

 

Band:
Freedom Call
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Titolo:
Land Of The Crimson Dawn

 

Nazione:
Germania

 

Formazione:
Chris Bay :: Vocals, Guitars
Lars Rettkowitz :: Guitars, Backing Vocals
Samy Saemann :: Bass, Backing Vocals
Klaus Sperling :: Drums, Backing Vocals

 

Genere:

 

Durata:
1h 3' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“Land Of The Crimson Dawn“ è il settimo album per i tedeschi Freedom Call, il primo senza Dan Zimmermann alla batteria, che ha deciso di dedicarsi esclusivamente ai Gamma Ray. Questo album risulta essere sicuramente migliore rispetto al lavoro precedente “Legend of the Shadowking”, ritornando allo stile power-happy metal che ha sempre caratterizzato la band. Il cd ha una durata di 1h e 3m ed è composto da 14 tracce, le quali spaziano dal power metal al metal anni ’80 per poi ritornare al tanto amato happy metal. Già da un primo veloce ascolto del cd, l’ascoltatore viene colpito dalle potenti galoppate che la chitarra in questi generi si prende la libertà di fare, il tutto sorretto da ottime ritmiche di doppia cassa con stacchi alle volte molto epici. Anche per quanto riguarda il reparto melodico, rimaniamo molto soddisfatti con ritornelli e riff che entrano subito in testa rimanendovi per tanto tempo. La voce per la quasi totalità dell’album è pulita, potente e acuta come ci hanno abituati i Freedom Call, ma questa volta abbiamo degli inaspettati vocalizzi in growl che però rientrano molto bene nel contesto senza farci storcere il naso.
L’album si apre con “Age of the Phoenix” che si preannuncia come un’ottimo biglietto da visita in puro stile power metal, potente e veloce oltre ad essere molto orecchiabile. Segue “Rockstars” che segue la falsariga della canzone precedente, ottima melodia, chitarra che galoppa e doppia cassa che la segue a ruota e come prima il ritornello è molto accattivante e difficilmente ve lo toglierete dalla testa. Successivamente troviamo “Crimson Dawn” che da il titolo all’album ,purtroppo non è al livello delle canzoni precedenti come incisività, ma sicuramente non è una canzone da buttare via. Invece per quanto riguarda “66 Warriors” la quarta traccia del cd, la monotonia la fa da padrone, un ritornello piatto senza sentimento che non riesce a dare nessun tipo di carica, a mio avviso penso sia la brutta copia di “Warriors”. Subito dopo troviamo “Back into the Land of Light” che inizia con delle trombe, per dare un tocco di epicità al pezzo caratterizzato anch’esso da cavalcate potenti anche se il brano risulta abbastanza tranquillo. Dopo di che troviamo “Sun in the Dark” una canzone dalle sonorità insolite per questa band e leggermente fuori dal loro contesto musicale, infatti non mi sarei minimamente stupito se l’avesse cantata il Marilyn Manson di turno. Segue “Hero on Video” , canzone dalla sonorità tipica di una glam band degli anni ’80, con un ritornello allegro che vi entra facilmente in testa. Subito dopo siamo ricatapultati nel vero spirito Freedom Call dalla canzone “Valley of Kingdom” dove le galoppate la fanno da padrone, una melodia molto accattivante pervade tutta la canzone, portando la nostra immaginazione a vestire i panni di un cavaliere alla ricerca dell’ultimo drago. “Killer Gear” è forse la canzone più lenta dell’intero album, con sonorità sicuramente più cupe rispetto al resto dove la voce sporca la fa da padrona. A seguire “Rockin` Radio”, altra canzone con sonorità vicine al metal degli anni ’80, che a suo favore ha il ritornello ancora una volta molto orecchiabile, ma che io avrei lasciato volentieri ad altri gruppi. Subito dopo è il turno di “Terra Liberty”, canzone dall’inizio incerto che poi diventa un buon power metal con qualche influenza presa qua e la da altri stili. “Eternity” è un’altra canzone che rispecchia i Freedom Call, con una batteria a tratti monolitica e a tratti intrisa di passaggi sui vari toms e timpani, il ritornello molto melodico e di facile assimilazione rende questa canzone una delle migliori dell’album. Di seguito troviamo “Space Legends” caratterizzata da forte melodia sia musicale che vocale, con largo uso di cori e da un grande uso della doppia cassa. Canzone sicuramente molto potente che sarebbe bene accompagnare da un vigoroso headbanging. Come ultima traccia abbiamo “Power & Glory”, canzone che si apre con delle cornamuse che accompagneranno quasi tutto il brano, ritmiche semplici ma di grande effetto e accompagnate immancabilmente da un ritornello accattivante, perfetto da cantare in compagnia sorseggiando della buona birra. Concludo consigliando a tutti l’ascolto di questo cd e eventualmente anche l’acquisto, sia agli amanti dei Freedom Call ma anche a quelle persone a cui piace l’happy metal o più semplicemente a chi piace ascoltare della buona musica senza troppe sbavature inutili che appesantiscono l’ascolto.

Track by Track
  1. Age of the Phoenix 85
  2. Rockstars 80
  3. Crimson Dawn 80
  4. 66 Warriors 60
  5. Back into the Land of Light 75
  6. Sun in the Dark 75
  7. Hero on Video 75
  8. Valley of Kingdom 85
  9. Killer Gear 70
  10. Rockin` Radio 75
  11. Terra Liberty 75
  12. Eternity 85
  13. Space Legends 80
  14. Power & Glory 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
78

 

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