Naam «The Ballad Of The Starchild» (2012)

Naam «The Ballad Of The Starchild» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
813

 

Band:
Naam
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Titolo:
The Ballad Of The Starchild

 

Nazione:
U.s.a.

 

Formazione:
Ryan Lee Lugar :: Vocals, Guitars, Tamboura
John Preston Bundy :: Vocals, Bass, Piano, Synthesizer
Johnny Weingarten :: Organ, El. Piano, Mellotron, Lap Steel
Eli Pizzuto :: Drums And Percussions

 

Genere:

 

Durata:
26' 37"

 

Formato:
EP

 

Data di Uscita:
2012

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

A volte viene spontaneo domandarsi come mai certi gruppi si accontentino di registrare un EP quando di idee per concretizzare un full-lenght ne avrebbero a iosa, pescandole dall’iperuranio senza troppa fatica.
E’ il caso della band d’oltreoceano dei Naam, quartetto micidiale che, zitto zitto, ti spara in faccia uno spettacolare rock psichedelico puramente fine anni 60 eclettico, elegantissimo e dannatamente poliedrico poiché si evincono richiami addirittura provenienti dal proto-Progressive Rock d’annata.
Quattro musicisti eccezionali che in nemmeno mezzora riescono a convincere più di quanto potrebbero fare moltissimi altri gruppi del settore proponendo qualcosa che già è esistito ma che, a quanto pare, proprio non vuol saperne di morire (meglio per noi appassionati no?) e che probabilmente non esalerà mai l’ultimo respiro.
Iniziano così, semplicemente con una chitarra acustica e una lap steel per poi approdare in misteriosi lidi fatti e prodotti in modo ottimo le cui atmosfere volutamente lo-fi (ma nemmeno tanto se vogliamo) richiamano alla mente decine di mostri sacri cui i nostri fanno riferimento felici, contenti e soddisfatti.
E’ proprio di quel Trance Rock a cavallo tra il semi-Prog Rock, una sorta di Space Rock, Blues acido e sotto acidi e perché no, una bella dose di Psycho-Kraut Rock a farmi andare su di giri immaginandomi caleidoscopi a non finire senza contare mellotron, hammond, rhodes piano, tamboura e strumenti dal timbro suggestivo che, inseriti in questo contesto..beh su, non giriamoci attorno: è la morte loro!
E’ inutile farvi il track-by-track, questo dischetto vale moltissimo e sono sicuro che molti avranno il piacere di procurarselo. Del resto, per gli amanti del genere, un acquisto così è quasi imperativo.
Siamo sempre lì: quando sono piccoli fanno più male. Ottima musica davvero.

Track by Track
  1. Sentry Of Skies 80
  2. Lands Unknown 85
  3. History's Son 80
  4. The Starchild 90
  5. Exit Theme 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
81

 

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