Your Tomorrow Alone «Ordinary Lives» (2011)

Your Tomorrow Alone ŤOrdinary Livesť | MetalWave.it Recensioni Autore:
June »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1086

 

Band:
Your Tomorrow Alone
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Titolo:
Ordinary Lives

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Giovanni Sorgente - clean vocals
Eugenio Mucio - growl vocals
Giovanni Costabile - synth and keyboards
Marco Priore - guitars
Gianpiero Sica - bass
Daniele Ippolito - drums

 

Genere:

 

Durata:
52' 47"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Formati poco più di un paio d'anni or sono gli Your Tomorrow Alone pubblicano, per l'anno della fine del mondo, il loro album di debutto su My Kingdom Music, dopo una demo nel 2010.
L'informativa stampa allegata al disco chiarisce in maniera definitiva le coordinate entro le quali si muove questo sestetto e possiamo trovarci perfettamente d'accordo su certe, molto meno su altre.
Andando con ordine: impossibile non notare le influenze doom derivate da gruppi inglesi: in testa ci piazzerei i Paradise Lost, senza dubbio, anche sei i YTA sono molto più melodici e corposi, il suono delle chitarre solista wah wah è piuttosto e palesemente assimilabile a quello di Gregor Mackintosh.
Ovviamente, non si può sfuggire alla tentazione di prendere qualcosa da gruppi svedesi come Opeth o Katatonia (soprattutto quelli degli anni 90); la voce in questo caso non può non ricordare Mikael Åkerfeldt (nel growl), ma nel confronto strumentale le band scandinave sono più quadrate, mentre gli italiani suonano più espressivi, lavorando su aperture atmosferiche secondo la mia opinione ancora poco intense, ma piuttosto ricercate e pur sempre coinvolgenti.
E' anche vero che si inseriscono alla perfezione nel filone del metal gotico più tipicamente italiano, come i Novembre o The Foreshadowing.
Molto più arduo invece reperire gli elementi di progressive anni 70 che non farebbero comunque la differenza, dato che pure il “vintage sound” è ormai una tendenza piuttosto marcata; ad ogni modo non un solo suono mi ha ricordato la progressive della vecchia scuola, non un passaggio mi è sembrato progressivo nel modo dei Dream Theater o degli ultimi Opeth; a meno che non sia stato usata la tecnica del “cantus firums” di Josquin Desprez, per cui avrei bisogno degli spartiti per reperire i fraseggi originali (ma questa è solo ironia, se non è così, tanto di cappello...).
Nel complesso ci troviamo ad ascoltare un album composto da sonorità tutt'altro che progredite, anzi, piuttosto canoniche in certi casi; ma questo non è per forza un male e il disco è molto piacevole, mai noioso, arrangiato in maniera molto stratificata ed è qui che sta la forza del gruppo: riuscire a mescolare con verve sempre viva ed emotiva, i vari strumenti.
Possono fare ancora molto, per ora il risultato è più che sufficiente, ma si può e si deve pretendere di più!

Track by Track
  1. Reinassence 75
  2. Preise For Nothing 70
  3. The Essence Of Gloom 65
  4. Guilty 75
  5. Bursting Hope 75
  6. Far From The Sight 70
  7. One Last Breath 75
  8. Agony 70
  9. In Silence 75
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
71

 

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