Vulcano «Drowning In Blood» (2011)

Vulcano źDrowning In Blood╗ | MetalWave.it Recensioni Autore:
HeavyGabry »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
425

 

Band:
Vulcano
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Titolo:
Drowning In Blood

 

Nazione:
Brasile

 

Formazione:
Zhema Rodero - Guitars
Luiz Carlos Louzada - Vocals
Arthur "von Barbarian" Justo - Drums
Fernando Nonath - Guitars
Carlos Diaz - Bass

 

Genere:

 

Durata:
38' 16"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

La scena brasiliana, oltre a nomi blasonati come quello dei Sepultura, contava un ricchissimo underground thrash metal verso la fine degli anni '80. Della maggior parte di queste band oggi abbiamo ben poche testimonianze, ma i Vulcano ci sono ancora. A volerla dire tutta, neanche loro sono stati costanti in quanto a pubblicazioni, visto il silenzio di ben quattordici anni seguito alla release di "Ratrace". Poi nel 2004 il ritorno, dovuto principalmente alla volontà del leader di sempre del gruppo, il bassista Zhema Rodero. La line up di scosse ne ha subite parecchie, ma la sua presenza è stata costante e di volta in volta ha sosituito i defezionari, più dei gregari che dei membri veri e propri. Questo si evince anche dal retro della copertina di questo ultimo "Drowning In Blood", dove è riportata la foto di tre dei cinque componenti attuali e i loro rispettivi ruoli nel songwriting.
Oggi come ieri, ai Vulcano non interessa più di tanto la ricercatezza o (per fortuna) i trend attuali: vogliono suonare thrash metal e lo fanno. Questo però – attenzione - non significa che abbiano sfornato dischi sempre uguali o che si perdano nel rimpianto dei giorni che furono. La coerenza è sempre lì, incrollabile, ma c'è anche qualche passo avanti: questo è vero soprattutto per la registrazione, grezza ma non al punto da risultare ridicola, ma anche perché il loro thrash (contaminato soprattutto dal black metal) non perde un colpo e non annoia quasi mai. Con un genere simile è ovvio che non ci si possano aspettare chissà quali finezze, ma tanta (tantissima) violenza, che rende benissimo in pezzi come "Devil's Forces" e meno bene in episodi come "Come To The Carnage". Però, dato che non siamo di fronte a degli emuli dell'ultima ora, ma piuttosto di fronte a persone che hanno contribuito a costruire delle basi a cui molti si sono ispirati, abbiamo anche un pezzo "Total Desolation", in cui Arthur Justo non si limita a pestare duro sulla batteria, ma inserisce anche qualche piccolo dettaglio nei suoi colpi ad arricchire il tutto. Stesso discorso per "Infamous Poet", dove viene inserito un arpeggio di chitarra acustica. Possono sembrare particolarità di importanza minima, ma non è così; un disco di questo genere deve puntare anche sulla riconoscibilità, e l'equilibrio non è facile da raggiungere senza sacrificare tutto il resto. Ma i Vulcano ci sono riusciti, ed anche se in ritardo rispetto ad altri, ci consegnano uno dei grandi dischi del 2011. Ora speriamo di non dover attendere troppo per un altro disco di questa portata!

Track by Track
  1. Awash In Blood 70
  2. Devil's Forces 75
  3. Total Desolation 80
  4. Prison In The Hexagon 75
  5. 100 & 50 70
  6. Zodiac Attack 75
  7. They Sold Their Souls 70
  8. Chapel On Fire 65
  9. Come To The Carnage 65
  10. Infamous Poet 80
  11. The Evil Always Returns 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

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