Hatred «The Beeding Achitecture» (2011)

Hatred «The Beeding Achitecture» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
1331

 

Band:
Hatred
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Titolo:
The Beeding Achitecture

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
S. Borciani :: vocals
E. Ottani :: guitars
Benincasa :: guitars
R. Valenti :: drums
G. Donati :: bass

 

Genere:

 

Durata:
47' 35"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Diciamoci la verità: l'Italia pullula di gruppi death metal di tutti i tipi, dal melodico al battagliero, dallo scatenato al sanguinario oltre che inzuppate per la maggior parte delle volte in ogni qualsivoglia influenza esterna al genere (anche di molto lontano come siamo soliti vedere); molte band di questo calibro restano più o meno volontariamente nell'underground, altre tentano in tutti i modi di venire a galla ma senza proporre qualcosa di veramente valido, altre ancora riescono a registrare, non sempre con mezzi adeguati, massimo una demo o due per poi sciogliersi tristemente.
Ci sono però casi come quello dei modenesi Hatred che, sotto la Crush & Burn Records, portano a compimento un magistrale debut-album dalla violenza degna di un serial killer in cui vengono alla luce passioni, si evincono buoni ascolti personali dei singoli elementi e in cui la tecnica fa da regina incontrastata in quello che senza ombra di dubbio sembra essere un disco degno di nota: ecco “The Bleeding Architecture”.
Egon Spengler diceva: “Ragazzi, non incrociate i flussi!” e invece il quintetto dell'Emilia-Romagna ha incrociato più di un flusso che, sebbene non riguardi raggi protonici, apre la strada a interessanti influenze musicali mescolate assieme per un risultato sorprendente: stilemi del death metal a stelle e strisce assieme ai mood puramente polacchi e tedeschi che si incontrano abbracciandosi e tenendosi stretti per più di tre quarti d'ora sanguinari e violenti.
Vengono in mente anche i cari vecchi Cannibal Corpse (“Rise Of Devourment”) ma mi piace pensare che dietro agli ascolti dei chitarristi e del cantante ci siano anche i veterani Behemoth e Hate Eternal (“A Dawn Beyond”) senza contare che la title-track, a traccia finale, sarebbe potuta uscir fuori tranquillamente dalla mente di Glen Benton e soci ma che invece gli Hatred, nonostante le forti influenze, hanno saputo costruire con una forte personalità che, pasciuta sempre in questo modo, troverà più di una concretezza e soddisfazione in un futuro.
Mi auguro che la band continui il proprio lavoro in quanto, per il momento, personalmente posso dire di aver scovato una validissima death metal band italiana che non ha davvero nulla da invidiare nemmeno ai grandi del mestiere.
Ottimo lavoro!

Track by Track
  1. Wounds 75
  2. Masses Infection 75
  3. Hymn To Desolation 70
  4. Rise Of Devourment 80
  5. A Dawn Beyond 85
  6. Itavia (30 Years Lies) 70
  7. Pure Scorn Embodied 70
  8. Cold Breath Of God 75
  9. Vaults Of Weakening 75
  10. The Beeding Achitecture 85
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
75

 

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