Morganha «After Dark» (2011)

Morganha «After Dark» | MetalWave.it Recensioni Autore:
carnival creation »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
1369

 

Band:
Morganha
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Titolo:
After Dark

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Roby Brian :: Vocals, Guitar
Tony :: Lead Guitar
Dydo :: Bass
Francesco “naked” Spoglio :: Drums

 

Genere:

 

Durata:
33' 36"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Tra le realtà umbre più interessanti è impossibile non menzionare gli eugubini Morganha, band che vide la luce nel 1995 sotto il moniker Medium, poi trasformato nell'attuale nome.
Catalogare il sound di una band di cui i tratti salienti sono dinamismo, energia e una buona dose di melodia non è cosa facile, soprattutto per tutta la serie di influenze verso le quali i nostri sono costantemente alla ricerca e all'inserimento nelle loro creazioni.
Nel 2009 la band pubblicò un lavoro in lingua italiana, “Allucinazioni Auditive”, in cui un rock sperimentale dettava legge inconstrastata, seguito nel 2010 da una versione in inglese del suddetto disco; dopo il cambio di formazione e l'ingresso di due elementi (Tony alla chitarra e Dydo al basso), di conseguenza anche la sonorità è cambiata, per così dire evoluta e la ricerca musicale è giunta al metal melodico di cui sopra e alla registrazione di “After Dark”, ultima fatica della band che si è avvalsa della competenza del “BPA Studio” a Mercatale di Cortona sotto le esperte mani di Francesco Riganelli.
Ad un primo ascolto, “After Dark” richiama un mix tra un non estremo death melodico e le sonorità del metalcore dei Bullet For My Valentine e i primi Avenged Sevenfold ma l'attenzione viene completamente assorbita dal complesso procedere ritmico su cui la buona e versatile voce di Roby Brian sembra essere la protagonista indiscussa per buona parte del disco. Buoni gli assoli di chitarra ed espressivi anche tutti gli altri strumenti. Mi ha colpito particolarmente questo assemblage di note e suoni i quali, benché restino a volte un po' secchi, rimangano sempre e comunque saldi l'un l'altro donando spazio ad ognuno di loro e qui l'ascoltatore può trovarsi piacevolmente spiazzato da funambolesche riprese e fill di batteria così come talentuosi soli di chitarra e anche il basso, che svolge prevalentemente un ruolo ritmico, non viene “mangiato” da tutto il resto.
C'è uno strano e accattivante equilibrio di fondo che regge tutto “After Dark”, disco dalla durata di una mezzora abbondante, non particolarmente prolisso ma estremamente intenso quanto a pathos grazie alla partenza in quarta di “Codebreaker” ed al proseguimento su toni graffianti ma melodici di “Celebrating Death” e della title-track.
Il brano qualitativamente migliore, a mio avviso, resta “Blinder” in cui Roby Brian dà prova della sua bravura di vocalist coadiuvato da tutti gli altri musicisti e per finire in bellezza la bella ballad “Ruins Of My Dreams” in cui fa il suo ingresso un discreto pianoforte e le atmosfere si fanno romantiche e malinconiche.
Ancora livellabile ma stavolta i Morganha sono scesi in campo con una squadra vincente e non possiamo che augurar loro un “in bocca al lupo” per il futuro.

Track by Track
  1. Codebreaker 70
  2. Celebrating Death 70
  3. After Dark 70
  4. No Way To Escape 65
  5. Nightlights 70
  6. Blinder 85
  7. Ruins Of My Dreams 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

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