Laetitia In Holocaust «Rotten Light» (2011)

Laetitia In Holocaust «Rotten Light» | MetalWave.it Recensioni Autore:
June »

 

Recensione Pubblicata il:
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Visualizzazioni:
1299

 

Band:
Laetitia In Holocaust
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Titolo:
Rotten Light

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
S - Vocals, Guitar, Noises
N - Guitar, Bass
O - Drums, Percussions
D - Synthetizer

 

Genere:

 

Durata:
42' 30"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Laetitia In Holocaust continuano ad approfondire quello che, cominciato come un black metal furioso e piuttosto canonico, è divenuto via via sempre più atmosfera stordente e introspettiva, come nella prima lunga traccia, “Dialogue With The Sun”; abbandonate già da un pezzo le chitarre distorte per suoni puliti, oggi sempre più simulacro di una spiritualità scheletrica ed essenziale, ondeggiante e volteggiante nell'etere, le composizioni prendono la forma di rituali, che passano attraverso litanie riverberate, sorrette da una batteria sempre più quintessenziale e allo stesso tempo pulsante. Gli intermezzi ambient rendono ancora più desolante il paesaggio sonoro dipinto. Le vocals cadaveriche narrano con ruvidezza, poco prima di un esplosione di suoni, in cui tutto prende una velocità disumana, ai confini con il death metal brutale. Nel mezzo mille strati sonori che non ci si aspetta: passaggi orecchiabili, grida convulse, suoni imprecisati, dissonanze, cacofonia, tutto all'insegna di un caos inquietante che si cerca di contenere in maniera quasi Lovecraftiana (se mi si passa il parallelo con lo scrittore). “Ascension To Cursed Waters” è un alienante brano black metal, in cui le chitarre estraniano, come in una danza sfrenata, drogata. “Sulle Soglie Dell'Eternità” è invece uno straordinario trip oscuro che ammalia, a partire da un baratro senza fine dal quale giungono i rumori di un mondo ultraterreno, fino ad approdare ad una coda acustica priva di parole, passando attraverso voci difficilmente comprensibili e ritmi lenti che comunicano una sensazione di spaesamento. Il senso di vuoto autunnale che si portano dietro resta molto personale, ed è questo il maggior pregio di questo duo, tale che se anche un brano non risulta speciale si trova in esso ancora molte particolarità sulle quali appoggiare il proprio interesse. Francamente rimangono una delle realtà più interessanti dell'underground italiano: slegati da etichette e book manager, auto prodotti, ma con una cura evidente nella chiarezza dei suoni, ma anche nei dettagli dell'affascinante grafica di copertina; restano una garanzia per chi vuole ancora sentire la musica sgorgare dal cuore di chi la compone e, ad ogni album, allargano lo spettro sonoro come una immensa sfumatura di grigio, che scollina verso il nero; man mano che si avanza qualche strana sostanza si impossessa del nostro cervello, siamo barcollanti, ma terribilmente attratti dal buio.

Track by Track
  1. Dialogue With The Sun (White Lions Rising) 85
  2. Lack Ashen Aurora 80
  3. Le Perdu De Novembre 75
  4. Ascension To Cursed Water 85
  5. Sulle Soglie Dell'Eternità 90
  6. Sons Of Ice 75
  7. The Inaccessible Door 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
80

 

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