U.D.O. «Rev Raptor» (2011)

U.d.o. «Rev Raptor» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Barbaro »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
960

 

Band:
U.D.O.
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Titolo:
Rev Raptor

 

Nazione:
Germania

 

Formazione:
Udo Dirkschneider - vocals
Stefan Kaufmann - guitars
Igor Gianola - guitars
Fitty Wienhold - bass
Francesco Jovino - drums

 

Genere:

 

Durata:
51' 11"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Come si dice: se non è rotto, non aggiustarlo. E Mr. Udo Dirkschneider questa perla della saggezza popolare la conosce bene, come del resto molti suoi simili in ambito musicale. "Rev Raptor" è un disco che accontenterà i fan di lunga data e incuriosirà quelli che si avvicinano per la prima volta a questo artista. Un cantante, che, come pochi altri, ha ottenuto più soddisfazioni nella sua carriera solista che in quella del gruppo dal quale proviene e che, se non altro, è riuscito a tenere vivo il veleno e la vena artistica, senza appoggiarsi troppo sul passato.
I tredici brani del disco sono tutti di particolare interesse. L’apertura della title track è aggressiva e veloce, forse suonata su arrangiamenti un po’ ridondanti, ma che senz’altro appagano e prendono dal primo ascolto. Stessa valutazione per "Leatherhead", anche se questo pezzo ha un sapore piu’ originale del brano precedente. "Renegade" torna sulle linee dell’apertura: velocità, riff asciutti e chorus mnemonici. La prima ballad del disco secondo me è una nota calante rispetto al resto, anche se so di essere un po’ controcorrente, la ritengo valida, ma è come se non fosse nalla giusta frequenza. Dopo "Dr. Death" il brano che suscita piu’ interesse è "Rock 'n Roll Soldiers", una sorta di mid tempo, più articolata rispetto a quanto ascoltata prima, con un bel riff portante che accompagna l’andamento di tutto il brano. La seconda ballad "Underworld" è di tutt’altro livello rispetto alla prima, ha più grinta e i chorus sono più convincenti: qualcuno direbbe che invece sono più scontati e troppo ruffiani, forse e’ vero, ma forse e’ anche vero che chi muove critiche del genere sotto sotto apprezza. Un’altra mid tempo interessante è "Fairy Tales Of Victory" con i suoi cori quasi epici, elemento riscontrabile anche nella stessa "True Born Winners". La bellissima chiusura, affidata a "Days Of Hope And Glory", suggella un disco che, come ho detto accontenterà i vecchi fan e incuriosirà i nuovi. Un disco che è il logico successore di "Dominator", che affonda le radici negli Accept, senza però esserne dipendente e senza neanche cercare in sperimentazioni, che potrebbero scontentare i più e che sinceramente non porterebbero ai livelli di apprezzamento che questo disco senz’altro avrà.

Track by Track
  1. Rev-Raptor 80
  2. Leatherhead 75
  3. Renegade 80
  4. I Give As Good As I Get S.V.
  5. Dr. Death 70 S.V.
  6. Rock 'n Roll Soldiers 80
  7. Terrorvision 70
  8. Underworld 85
  9. Pain Man 70
  10. Fairy Tales Of Victory 85
  11. Motor-Borg 75
  12. True Born Winners 80
  13. Days Of Hope And Glory 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
79

 

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