Shivers Addiction «Nobody's Land» (2011)

Shivers Addiction «Nobody's Land» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Maglor »

 

Recensione Pubblicata il:
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Band:
Shivers Addiction
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Titolo:
Nobody's Land

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Marco Panizzo - chitarra
Angelo De Polignol - batteria
Fabio Cova - basso
Gino Pecoraro - chitarra
Olga Pezzali - voce

 

Genere:

 

Durata:
1h 5' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2011

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Gli Shivers Addiction nascono nel 2004 da un’idea del chitarrista Marco Panizzo, già nei Fatamalata, e dopo diversi cambi di line-up si assestano in una formazione a cinque elementi tra cui spicca la presenza di Gino Pecoraro, chitarrista dei Nuclear Simphony, pionieristica realtà del thrash italico degli ’80. Con questa formazione i nostri portano alla luce “Nobody’s Land”, disco che mescola un’impostazione di stampo prettamente heavy-power americano, del pù raffinato, con Savatage, Queensryche e Crimson Glory su tutti come numi tutelari, pescando abbondantemente anche in campi più prog oriented e settantiani come Rush, Genesis, e Marillion.
A livello di songwriting gli Shiver’s Addiction mostrano di avere buone idee e di saper ben mescolare parti aggressive tirate, melodie ariose e preziosismi tecnici, anche grazie anche al prezioso apporto della sezione ritmica De Polignol-Cova, reggendo bene la lunga durata media dei pezzi e i 65 minuti complessivi del disco. Tra gli highilight citiamo l’opener “Remote Contol”, dove spicca il chiaro-scuro aggressività-melodia, e la lunga title track che con i suoi inserti quasi folk, che tornano altre volte lungo il disco, mostra il lato più prog della band.
La fruibilità del buon lavoro di songwriting è però minata da alcuni difetti in fase di registrazione, missaggio ed esecuzione che fanno sì che il disco si assesti da questo punto di vista sotto la media delle produzioni odierne. I suoni, in particolare quelli di chitarra e la batteria, sono poco definiti e quesi low-fi e anche il missaggio dei volumi fa si che gli intrecci di chitarra e le parti soliste siano poco nitidi ed alle volte difficilmente distinguibili. Dal punto di vista dell’esecuzione poi ci sono alcuni difetti e imprecisioni che discendono direttamente dal tempo dedicato alle registrazioni. Discorso a parte per la prova di Olga, che possiede una timbrica interessante per il genere, a volte quasi androgina, e buone potenzialità, ma che forse dovrebbe perfezionare sia la pronuncia inglese che l’intonazione nelle parti più ariose e melodiche.
Viste le buone capacità mostrate in fase di songwriting, aggiustato il tiro su questi dettagli in fase di registrazione, e magari sviluppati i caratteri di originalità che già li distinguono, gli Shivers Addiction possono certamente fare a un salto di qualità importante e puntare veramente in alto.

Track by Track
  1. Remote Control 65
  2. Looks Like An Angel 60
  3. Against We Stand 60
  4. Nobody’s Land 70
  5. My Revolution 65
  6. Viper’s Cluster 65
  7. Cries In The Night 65
  8. Warmachines 65
  9. Forsaken Son 65
  10. Wet Ways 60
  11. Painted Arrow 65
  12. Death Has Nothing To Teach 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 50
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
63

 

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