Fides Inversa «Hanc Aciem Sola Refundit Virtus» (2009)

Fides Inversa «Hanc Aciem Sola Refundit Virtus» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Dust »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1286

 

Band:
Fides Inversa
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Titolo:
Hanc Aciem Sola Refundit Virtus

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Omega: batteria
Void: chitarre basso e voce

 

Genere:

 

Durata:
43' 45"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2009

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I Fides Inversa sono una band romana black metal che propone una musica molto influenzata da religione, culti ed analisi interiore delle proprie idee al riguardo. Devo dire di esser rimasto piacevolmente colpito dalla quantità dei contenuti paralleli ma sempre importantissimi per musica di questa band: religione e sociologia tra tutte, spinte a livelli impressionanti in quella che per loro è "un assalto all'arma bianca", caratteristica che per quanto possiamo sforzarci, troviamo molto di più in questo genere che nella maggior parte degli altri.

Il lavoro "Hanc Aciem Sola Retundit Virtus" si presenta molto bene, in perfetto accordo con molte produzioni black metal di ottimo livello; non mancano infatti riferimenti filosofici sull'idea personale di religione e società che ispira l'intera composizione e non rimane solo materiale da press o di biografia, caratteristica a mio avviso fondamentale che permette di distinguere gruppi black "maturi" da altri forse troppo superficiali. Avrei gradito poter reperire i testi per capire a fondo il messaggio che cerca di trasmettere la band, ma purtroppo il materiale non è disponibile.
L'album è costituito da 4 pezzi, tutti di durata speriore ai 10 minuti che rendono particolarmente arduo l'ascolto: la struttura complessa, i continui cambia di parti ritmiche e tempi, non permettono un ascolto fluente dell'album, ma probabilmente è proprio l'effetto desiderato visto che rende tutto molto più criptico, sfuggente e in ogni modo interessante; anche se questo aspetto merita una riflessione più dettagliata su cui ci concentriamo più avati nella recensione. Anche la qualità audio è perfettamente in linea, avvolte anche superiore, alla media dei lavori nel genere visto che ogni strumento è sempre definito e mai eccessivamente grezzo; la batteria non soffre di "microfoni lontanissimi" come spesso si ha modo di sentire e la voce e le chitarre non sono mai troppo graffianti, perciò, mantenendo gli occhi sul genere proposto, possiamo dare veramente un ottimo voto alla qualità audio del disco, anche se ascoltando in particolare "Suicidium" ci si accorge di alcune imprecisioni nell'esecuzioni delle parti strumentali su cui forse andava speso più tempo; così come l'artwork molto semplice ma molto efficace che non sfocia in banali boschi bui o altre grafiche abbastanza diffuse nell'ambiente, ma propone una cover dell'album colorata con un simbolo molto intrigante.
Quello che probabilmente è un punto debole della band è la scarsa originalità: come già detto i brani sono molto lunghi, anche troppo forse, sebbene non ripetitivi, ma strutturati in modo tale da poterli dividere perfettamente ogniuno in altri 3 staccando e perdendo ogni riferimento con la struttura iniziale e centrale del pezzo. Credo che questo sia un punto su cui la band dovrebbe riflettere molto, perchè una struttura tale dei brani, incentra quasi completamente l'ascolto sulle parti strumentali , alienando l'ascoltatore dal significato della singola track e del significato profondo dei brani che cercano di trasmettere.

Track by Track
  1. Decollatio 60
  2. Suicidium 55
  3. Homicidium 65
  4. Ulgolagnia Divine 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
67

 

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