The Heatlers «Heatlers» (2010)

The Heatlers «Heatlers» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Dust »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1025

 

Band:
The Heatlers
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Titolo:
Heatlers

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Tommy 'Lester' Garofalo: voice
Roberto ‘Vinnie Colosimo’: drums
Gigi 'JJ' Marsala: guitar

 

Genere:

 

Durata:
13' 34"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2010

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I The Heatlers sono una Hard Rock band di Pistoia decisamente fuori da ogni schema e sebbene in genere le notizie e i vari riferimenti alla biografia di un gruppo non occupi un ruolo centrale nelle recensioni, per questi ragazzi lo è eccome, visto che tutta la loro musica ne risente in maniera profonda e "esilarante": si formano nella primavera del 2008, dalle ceneri della thrash-hardcore band pistoiese Jurisdick!tion, con un unico proposito: quello di dare vita ad una band di r'n'r estremo dedicata all'approfondimento dell'ultimo tipo di abusi non ancora approfondito dal genere, ma estremamente diffuso nella popolazione di tutti gli stati occidentali, quello gastronomico.
Ebbene si, questi "born to lose" nostrani incentrano completamente i testi dei loro pezzi su pesanti abusi alimentari, quindi l'originalità più stilistica che musicale, è decisamente una loro grande qualità; dote che viene evidenziata già dai titoli delle quattro canzoni:"Kebbabed (preapare to be...)", "Pork oil addiction", "Cheeseburger holocaust" e "Fried chicken overdose".
Ho specificato originalità stilistica perchè di per se i brani non rappresentano nulla di particolarmente innovativo, le varie influenze della band sono molto evidenti e incentrate nell' hard rock blueseggiante con qualche sfumatura di rock 'n' roll, senza disdegnare sonorità più massicce. Partendo dalle prime due songs precedentemente elencate, possiamo chiaramente distinguere sonorità alla Motorhead; diciamo non solo sonorità visto che il riff principale di Pork oil addiction è molto (forse troppo) simile a quello di "Dogs" proprio della storica band di Mr. Lemmy, mentre le altre due si estendono in territori più hard & heavy; basta ascoltare Cheeseburger holocaust, a mio avviso la migliore del demo, per assaporare (il termine credo sia d'obbligo) un sound molto Black Label Society pieno e corposo. Anche la parte canora è abbastanza simile alla tipica voce rauca che ha caratterizzato tutta la discografia dei Motorhead.

Visto che questo demo propone solamente 4 pezzi, non ci si può sbilanciare troppo sul giudizio della band, ma i presupposti per un buon lavoro finale ci sono tutti; speriamo che i ragazzi continuino ad esprimere il senso di autoironia e voglia di mettersi in gioco che viene fuori da questo breve ma denso e unto lavoro, magari cercando di comporre qualcosa di un po' più originale.

Track by Track
  1. Kebbabed (preapare to be...) 65
  2. Pork oil addiction 60
  3. Cheeseburger holocaust 70
  4. Fried chicken overdose 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
64

 

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