Steel Flowers «12 Tales From The Life Of Mr. Someone» (2009)

Steel Flowers «12 Tales From The Life Of Mr. Someone» | MetalWave.it Recensioni Autore:
ojumalu »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
995

 

Band:
Steel Flowers
[MetalWave] Invia una email a Steel Flowers [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Steel Flowers [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Steel Flowers [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Steel Flowers [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Steel Flowers [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina ReverbNation di Steel Flowers

 

Titolo:
12 Tales From The Life Of Mr. Someone

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Alessio D.riz : Voceals, Piano
Adriano : Guitars
Alex : Guitars
Gas : Guitars
Yano : Bass, Percussions
Kiry : Drums
Uzzo : Keyboard

 

Genere:

 

Durata:
1h 5' 40"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2009

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

'12 Tales from the Life of Mr. Someone', nome particolare e magari chissà, suggestivo per un full-lenght d'esordio (quello dei milanesi Steel Flowers),
'Dodici racconti dalla vita del Sig. Qualcuno', lo ascolti e parte decisamente bene, gusto 70's, elementi 60's, buon impatto e bel groove, suoni di chitarra
dal marchio inconfondibile e rampante, linee di basso incalzanti, poi la presenza dell'organo hammond, accattivante, sì, il disco ti sembra essere di quelli
che ti fa muovere testa e gamba a tempo, animo rock di quello schietto, passi sul fatto che forse sei di fronte a qualcosa di già sentito, perchè il primo
ascolto, come una sorta di imprinting sonoro ti lascia piacevolmente colpito, e se ti piace quanto appena elencato (e al sottoscritto infatti piace), stai
pure certo che il disco non ti deluderà.
'When The Future Is Now', così si chiama l'opening del disco, è un pezzo ben riuscito, sui generis, certo, ma chi se ne frega, cantato in maniera energica e
pulsante, molto nostalgica, per amanti dell'hard rock più classico, roba da tirare in ballo chi ha fatto la storia della musica per poter dare una
collocazione al genere; poi passi al secondo brano, 'Summer Tale' orecchiabile anche lui, conserva molti dei tratti del primo, e qua inizi a riconoscere un
gusto ottantiano, alcuni elementi riconducibili ai primi '90,e perchè no, un alito di Guns; il terzo è una ballata dal nome '17th Full Moon', il meno
convincente dei tre sentiti finora, poco pathos, atmosfera che può colpire, ma non tutti, la gamba si ferma, forse perchè il pezzo è malinconico, va bene,
arriviamo alla traccia quattro, 'Against The Fanatics', si ripesca dai repertori più movimentati, l'alito di Guns N'Roses improvvisamente diventa un vento
forza 9, e la formazione sembra tornare nel suo ecosistema naturale, lo attacca e pare poter mantenere un buon posto nella catena alimentare che lo regola,
certo c'è da dire che forse la sua evoluzione lo ha reso troppo mimetico però, quanto sarebbe difficile riconoscere un pezzo dei nostri se non sapessimo che
fosse loro? Tanto, davvero tanto, questa è la risposta che si può dare francamente, perchè i tratti contraddistintivi della band non riescono a venire fuori
come la criniera di un leone o il manto maculato di un ghepardo, ma sono più vicine alla cangianza, per quanto magari affascinante, di un camaleonte.
Torniamo a noi. Siamo alla quinta track, 'You're My Shout', ancora una ballata, patetica (non in senso dispregiativo), che non convince a pieno, suoni di
piano e chitarra troppo convenzionali, voce quasi a disagio, meno agile, meno calda e piena, ancora un passo falso, salvato a malapena dai dinamismi del
basso di Yano che però, onestamente poco aggiunge ad un pezzo sotto lo standard dei più "accesi" iniziali.
Andiamo avanti. E' il turno di 'Night Queen', siamo di fronte ad un'ibridazione del repertorio dei nostri, parte in stile ballade iniziale, forse un pò
ripetitiva però più caratteristica e ritornello '70ies non male, il pezzo non è da buttare via.
E così via con 'Holiday Quip' e poi con 'Antithesis Of Being' (dove si possono riconoscere anche tastiere dal suono a tratti quasi prog) fino ad arrivare
alla track n°9, la ballata assai poco incisiva 'Sweet Fire Eyes', canzone che segna il graduale spegnersi ed appiattirsi del disco, che decresce
inesorabilmente, passando in sequenza prima per 'Cover Girl', poi per 'That Bitchy Witch', brano che richiama in qualche modo ancora i primi Guns'n roses, e
che non si caratterizza per personalità in nessun modo rischiando anzi di palesare un manifesto rigetto verso alcuni elementi che invece, nelle prime tracks,
avevano destato tante buone impressioni, come per esempio la presenza dell'hammond.
Chiude il disco 'Smash The Fellow (Hypnotic War)', brano in cui ancora una volta sono presenti le lacune evidenziate in precedenza, infatti la band talvolta
pecca in sede di songwriting per ripetitività di alcuni temi e difficoltà in fase di arrangiamento, il tutto condito da una scarsa incisività quando si trova ad affrontare variazioni e passaggi lenti, in cui il suono nel complesso tende ad infiacchirsi e a non "scaldare" più di tanto la sensibilità dell'ascoltatore, cosa che, sopratutto per le ballate è ciò che dovrebbe essere il requisito di base.
Da segnalare infine la presenza di una bonus track che altro non è che la versione strumentale di You're My Shout.

Perchè parlare di un disco facendone più che una recensione una cronaca?
Perchè l'unico modo per capire cosa aspettarsi da quest'album è illustrare quello che è in realtà un viaggio mutevole in 30/40 anni di musica rock, che spazia dai Guns ai Deep Purple per finire a volte con lo sfiorare velatamente suggestioni perchè no alla Bowye, dove diversi elementi vengono adoperati senza però passare per un fisiologico processo di osmosi, destando impressioni contrastanti ma anche facendo maturare
alcune ferme convinzioni: che manchi ancora una personalità forte e delineata, che quello che si ha per le mani sia un prodotto decisamente "acerbo", seppur a tratti piacevole e che ci siano discreti mezzi tecnici e qualche buona idea, disperse però in un concept troppo poco coerente e riconoscibile, che potrebbe trarre giovamento solo da una netta virata verso un'identità più precisa e intima.
I mezzi tecnici non mancano ai nostri sette, gli spunti interessanti nemmeno, c'è tanto da lavorare ancora, ma con la passione e l'esperienza che di certo in questo caso non difetta, possiamo stare certi che il prossimo disco avrà tanto di buono da dire, a patto che il camaleonte riesca a non mimetizzarsi più e a trovare una livrea tutta propria da sfoggiare alla faccia dei detrattori e soprattutto per il piacere dei propri fans.

Track by Track
  1. When The Future Is Now 85
  2. Summer Tale 75
  3. 17th Full Moon 60
  4. Against The Fanatics 70
  5. You're My Shout 60
  6. Night Queen 65
  7. Holiday Quip 65
  8. Antithesis Of Being 65
  9. Sweet Fire Eyes 60
  10. Cover Girl 60
  11. That Bitchy Witch 60
  12. Smash The Fellow (Hypnotic War) 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 65
  • Qualità Artwork: 65
  • Originalità: 65
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
66

 

Recensione di ojumalu » pubblicata il --. Articolo letto 995 volte.

 

Articoli Correlati

Interviste
  • Spiacenti! Non sono disponibili Interviste correlate.
Live Reports
  • Spiacenti! Non sono disponibili Live Reports correlati.
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.