Great Master «Underworld» (2009)

Great Master «Underworld» | MetalWave.it Recensioni Autore:
VamfiltH »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
803

 

Band:
Great Master
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Titolo:
Underworld

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Max Bastasi:vocals
Gianluca Carlini: guitar
Marco Petrone: guitar
Daniele Vanin:bass
Andrea Dell'Angolo:drums

 

Genere:

 

Durata:
46' 44"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2009

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Great Master: band veneta nata nel 1995, anno d'uscita della prima omonima demo.
Cambi di line up e un secondo demo CD, vedono la luce fino al 2008, anno in cui viene registrato Underworld, album ora in esame; rilasciato nell'anno successivo via Underground Symphony, comprende 10 tracce caratterizzate da un sound riconducibile al power metal melodico degli Helloween e Stratovarius, misto ad elementi tipici dell'heavy metal, che ricordano gli Iron Maiden di Killers.
Evidenti, quindi, come non mai le caratteristiche Heavy, nonostante tutto venga etichettato come Power/Epic metal.
Underworld si apre con:'' Eagles of 20th'', dal sound violento e velocissimi riff di chitarra, tipici del genere.
''King of the night'' è un ottimo brano nel complesso, il migliore del disco, ben strutturato e indirizzato verso un sound ''vecchia scuola''.
Si passa all'ascolto di ''Millenium'', noioso strumentale dal suono scontato; presenta chitarre povere di elementi innovativi, statiche, in più lascia l'ascoltatore in sospeso grazie al finale che presenta una chiusura forzata.
Nel bel mezzo dell'album tutto diventa ripetitivo e all'ascolto pesante... Tutto viene continuamente riproposto, nulla è originale, in particolar modo le linee vocali.
Per quanto riguarda la voce questa risulta essere imprecisa, poco espressiva e gli acuti spesso sono fuori luogo.
In ''The guardian of signs'' la ritmica torna ad essere martellante, ma allo stesso tempo non ci troviamo di fronte ad un'apertura, tutt'altro... Questo brano diventa quasi un esempio per i seguenti!
''Epilogue'', in conclusione, si presenta come ballad ma il sound è ancora scarno.
Produzione e artwork non sono dei lavori perfetti; in copertina abbiamo un disegno colorato e di stampo fantasy, molto scolastico e questo va a confermare la mancanza di ''fantasia'' evidente anche a livello di songwriting.
La band ha potenzialità tecniche che non vengono sfruttate al cento per cento.

Track by Track
  1. Eagles Of 20th 55
  2. Land Of The Return 45
  3. Ghost Ship 40
  4. The Battle Of Last Heroes 45
  5. Millenium 30
  6. King Of The Night 55
  7. Circles Of Faries 40
  8. The Guardian Of Signs 55
  9. The Last Secret... Underworld 45
  10. Epilogue 40
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 45
  • Qualità Artwork: 45
  • Originalità: 40
  • Tecnica: 60
Giudizio Finale
46

 

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