DGM «Different Shapes» (2007)

Dgm «Different Shapes» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Atoragon »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
906

 

Band:
DGM
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Titolo:
Different Shapes

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Mark Basile : Vocals
Simone Mularoni : Guitars
Andrea Arcangeli : Bass
Fabio Costantino : Drums
Emanuele Casali: Keys

 

Genere:

 

Durata:
52' 30"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2007

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

I romani Dgm sono una delle realtà più solide e durature del power-progressive italiano, e dal 1996 ad oggi hanno pubblicato ben sette dischi mostrando sempre una qualità compositiva-esecutiva pari se non superiore alle due o tre realtà “più blasonate” della penisola. Questo Different Shapes non fa eccezione e porta avanti il percorso di evoluzione, presentandosi benissimo sin da subito grazie ad una copertina splendida. Si comincia con “New Life”, e andando avanti con l'album si ha l'impressione che lo stile sia sì classico, ma dall'altro lato abbia qualcosa in più rispetto ai concorrenti: la capacità di scrivere pezzi diretti ed efficaci, che allo stesso tempo sanno essere molto complessi, pieni di variazioni e di richiami progressive, senza renderli un polpettone duro da ascoltare, errore nel quale ad esempio sono incappati in tempi recenti i Labyrinth, ed a volte è successo anche ai Vision Divine. Come hanno potuto ottenere un tale risultato? Semplice, con dei riff pesanti e articolati, un suono tra il classico e il moderno, e un assalto diretto molto superiore rispetto alla media. Il cantante è nuovo, Mark, e si difende benissimo dietro al microfono, così come tutti i musicisti della band, forti su disco e ancora più forti in sede live, decisamente molto professionali, così come lo è la produzione stessa dell'album. Da segnalare le bellissime linee vocali di “The Alliance” e “Frontiers” (quest'ultima in grado di richiamare perfino gli Angra), il riff iniziale di “Some Day, One Day”, che ha un qualcosa di Megadeth, ed una ancora più esplicitamente thrasheggiante “Peace of Mind”, che forse è l'episodio più diretto del disco. Menzione negativa per la ballata, “The Fallen Angel”, piuttosto scontata ed insipida. In conclusione un ottimo disco, che non ha davvero nulla da invidiare a nessuno, e consigliato a tutti gli amanti del metal melodico e raffinato, dal power al progressive. Promossi!

Track by Track
  1. New Life 65
  2. The Alliance 75
  3. Some Day, One Day 70
  4. Unkept Promises 70
  5. The Fallen Angel 50
  6. Peace Of Mind 75
  7. Frontiers 75
  8. Signs Of Time 70
  9. Close To You 60
  10. A Man I'll Never Be 65
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 90
  • Originalità: 55
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
71

 

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