Crest of Darkness «Evil knows Evil» (2004)

Crest Of Darkness «Evil Knows Evil» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Alcio »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1705

 

Band:
Crest of Darkness
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Titolo:
Evil knows Evil

 

Nazione:
Norvegia

 

Formazione:
Ingmar Amlien (bass+vox)
Akke-47 (guit)
Kjetil Hektoen (drum)

 

Genere:

 

Durata:
45' 0"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2004

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Pazzi scatenati o geni incompresi???
Dietro al moniker Crest of Darkness si nasconde la mente (malata?) di Ingar, già bassista dei Conception, che fonda questo progetto nella prima metà degli anni 90 per dare spazio (cito dalla bio) "alla propria idea di musica brutale unita alla sua devozione per la Church of Satan di Anton LaVey e la Bibbia Satanica".
Il gruppo arriva, con questo dischetto, alla sua quinta uscita ufficiale ed è prodotto stavolta da una labale italiana (My Kingdom Music) e masterizzata presso i romani Outer Sound Studios.

La song di apertura, "Chapter One", mi lascia spiazzato subito: mi attendevo un gruppo dedito al black più oltranzista, ed invece mi ritrovo davanti un riff che ricorda (anche per suoni) i Coroner, anche nello spezzettare i riff in tempi dispari di non facile assimilazione.
Si ok, poi i nostri passano poi ad un riffing più black, ma la sensazione è davvero strana: Il brano è un continuo alternarsi di momenti black non veloci ed altri basati su di una sorta di techno-thrash di stampo europeo degli anni 80!
La seconda track è stilisticamente vicino alla precedente, se non fosse per l'alternarsi di un riff centrale dalla cadenza stranissima e simil-remix da discoteca...... non so proprio come spiegarvelo!
La successiva "From the ..." ha addirittura un riff che ricorda qualcosa di Marylin Manson mescolato a tempi grind e voce black.
L'assolo di chitarra è in stile Prodigy..... se non ci state capendo più niente voi, pensate un pò io!!!!!
"Black Hole Mystery" ha un inizio più canonico con blast-beats e crushin-riffs. Mi attendevo chissà quali cambiamenti repentini, ed infatti ecco arrivare un ritornello groovy!
Intro tastieristica per "Power of Hate", subito interrotta da una discreta song basata su di un up-tempo, che stempera in un riff mosh dal sapore quasi industrial.
Voci demoniache, suoni oscuri ed urlacci introducono "The Lust" che nasconde anche dei loop di batteria campionata: l'inizio sembra quasi un brano di sperimentazione power-noise a-là Wumpscut, che invece è uno strumentale atmosferico ai limiti dell'ambient.
Dopo 6 minuti di nenie si torna a pestare sul distorsore e sull'acceleratore con "As a Part....", che però nasconde rallentamenti mosh che ricordano "Where the slime lives" dei Morbid Angel ma con suoni molto poco pieni, e improvvise accelerazioni, che dopo 7 pezzi, iniziano a stancare!
"A Cosmic.." risulta essere uno dei migliori brani del disco, forse anche perché è uno dei più canonici! Ad ogni modo, questo brano è veloce non troppo spezzato e scorre via discretamente bene, anche se gli arrangiamenti da fuori di testa fanno capolino anche in questo brano!
La successiva "The Greatest.." è uno strumentale basato su di un arpeggio di chitarra pulita che vagamente ricorda certi Slayer e voci di bambino.
La conclusiva "Warhead 666" è invece una fast song in stile black ma con un ritornello quasi punk.

Che dire in conclusione?
Ho pregato a lungo il signore dei Dischi (già ampiamente evocato dagli Skinatos) nella vana ricerca di un gruppo che fosse originale.
Ebbene, questi Crest of Darkness si sono meritati un bel 100 come originalità ma..... "E' vera gloria?".
La band mescola black norvegese, thrash metal tecnico, punk sguaiato, industrial e schizofrenia ma non in maniera organica.
I brani sembrano collage fatti dal multiplo Miggs della cella accanto quella di Hannibal Lecter, ed il quadro che ne esce è di una musica di davvero difficile assimilazione, tanto da risultare stancante anche dopo diversi ascolti.
Non saprei a chi consigliare questo disco: di sicuro a tutti coloro cui piace "sperimentare".
Io ancora non ho deciso se il disco mi piaccia o meno, ed infatti i voti li ho messi prendendo le song in sé: estrapolandole da qualsiasi contesto.
So solo che ascolterò il disco ancora una volta e smetterò di lamentarmi con il Signore dei Dischi, o rischierò davvero grosso la prossima volta!

Track by Track
  1. Chapter One 65
  2. Inexplicable Bloodthirstiness 65
  3. From the Shadows 70
  4. Black Hole Mystery 80
  5. Power of Hate 75
  6. The Lust 70
  7. As a Part of Your Universe 65
  8. Cosmic Terror 80
  9. The Greatest Gift 75
  10. Warhead 666 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 100
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
74

 

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