Dowhanash «Draconis 33» (2026)

Dowhanash «Draconis 33» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Avenoise »

 

Recensione Pubblicata il:
11.10.2026

 

Visualizzazioni:
148

 

Band:
Dowhanash
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Titolo:
Draconis 33

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Sara: Voce
Arioch: Voce-chitarra solista
Joe: Basso-voce
Koan: chitarra-basso-tastiere
Rigel: batteria

 

Genere:
Melodic Death Metal

 

Durata:
30' 31"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
09.10.2026

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Infinity Heavy
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Recensione

In questa recensione ci sarà qualcosa di nostalgico. Rigel, con i suoi Dowhanash (concetto formato da quattro parole: Dow, Ha, Naa e Sha, rappresentando simboli draconiani), mi riporta in piena adolescenza, quando ascoltavo i Detestor, storica band genovese nata sul finire degli anni '80.
Questo nuovo progetto, con alle spalle tre CD usciti tra il 2020 e il 2023, ci catapulta in un genere musicale difficile da catalogare, che spazia tra il Grind-Core e l'Heavy Metal classico. Considerando le tematiche dei testi, incentrate sulla spiritualità e sulla conoscenza draconiana, si è deciso di chiamarlo “Draco-Metal”.
Con Draconis 33, rispetto ai precedenti lavori, si osa di più, portando avanti un lato maggiormente sperimentale e mescolando sempre più generi e atmosfere. Devo dire che l'intento è riuscito e ben realizzato. Nell'ascoltare il disco, ho percepito l'ormai indiscussa abilità ed esperienza di Rigel alla batteria, coadiuvato da Arioch alla chitarra e alla voce solista, Sara alla voce, Joe al basso e alla voce e Koan alla chitarra, al basso e alle tastiere.
Ogni pezzo è concepito per colpire nell'animo, mai banale, mutevole e imprevedibile. Musicalmente, direi che ci regala atmosfere eteree, alternate a momenti più caotici, rafforzati da testi nati per andare in profondità nell'animo umano.
Le voci si bilanciano alla perfezione con le atmosfere che ogni brano propone. Nei momenti più estremi ci si può avvalere delle voci maschili, con growl e scream, mentre nei passaggi più atmosferici ci si affida alla voce di Sara.
Con l'innesto di nuovi elementi nel gruppo, dopo un periodo di importanti cambiamenti, ci si appresta dunque ad ascoltare questo “esperimento musicale”. Le aspettative sono alte e devo ammettere che, dopo numerosi ascolti del disco, mi ritengo appagato da questo mix di generi. Sono sempre favorevole alla sperimentazione, che caratterizza il gruppo, dimostrandone l'esperienza e la volontà di osare, senza troppi timori, qualcosa di nuovo.
Buona anche la produzione, affidata ad Alessandro Paolini del Bagoon Studio, che si è occupato della registrazione, del mixaggio e della masterizzazione.
Artwork delle copertine, logo e grafica sono stati creati da Thalita Tonon.

Track by Track
  1. Killing reality 80
  2. Humans in the mud 75
  3. Entangled in the void 80
  4. Ghost of a future memory 75
  5. Washing hands with blood 80
  6. Eternal but not immortal 75
  7. Samsara stairs 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 80
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
77

 

Recensione di Avenoise » pubblicata il 11.10.2026. Articolo letto 148 volte.

 

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