Sick Society «2Hard2Die» (2025)

Sick Society «2hard2die» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Avenoise »

 

Recensione Pubblicata il:
29.09.2026

 

Visualizzazioni:
148

 

Band:
Sick Society
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Titolo:
2Hard2Die

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
The Preacher (Enrico Pistolese) voce e chitarra, The Planner (Jacopo Franzoni) basso e voce, The Executioner (Matteo Baschiera) chitarra, The Scavenger (Gianluca Luci) batteria

 

Genere:
Thrash / Primitive Metal

 

Durata:
39' 17"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

“Too Hard to Die”: con questo titolo i nostri Sick Society presentano il loro ultimo lavoro in studio, dopo un 2025 particolarmente impegnativo dal punto di vista personale, soprattutto a causa dei problemi di salute del batterista The Saviour. Una situazione che ha comportato diversi rinvii, legati anche alla necessità di trovare un degno sostituto dietro le pelli. Solo verso la fine del 2025 la band è riuscita a completare la formazione con l’ingresso di The Scavenger (Gianluca Luci, ex batterista degli Airborn).
Ma veniamo al disco. con l’uscita prevista per la fine di ottobre 2026, “Too Hard to Die” si presenta con 10 tracce e una produzione di buon livello. Per quanto riguarda il genere, la band stessa lo definisce “Primitive Metal”, caratterizzato da diverse contaminazioni che spaziano dal trash metal al più classico heavy metal, passando attraverso un hard rock di vecchia scuola. Devo ammettere che, dopo un ascolto approfondito di tutti i brani, non posso che trovarmi pienamente d’accordo con questa definizione.
La componente hard rock si può ritrovare in quasi tutti i pezzi, quasi a voler confermare ciò che suggerisce il titolo stesso: “Too Hard to Die”, troppo duro per morire. E allora, perché non riproporla in quasi tutte le tracce? D’altronde, questo è il loro stile.
Non amo particolarmente cercare a tutti i costi similitudini con brani o band troppo famosi. Anche in questo disco, inevitabilmente, qualche richiamo mi è capitato di coglierlo, ma, in fondo, quale band oggi non lascia riaffiorare nei propri brani qualche eco delle proprie influenze?
Trovo l’ugola di The Preacher a volte non intonatissima ma il genere consente questo tipo di imprecisione, che comunque non mi disturba. Interessante anche il passaggio dal cantato clean, seppur raro, a quello più graffiato. Sinceramente, per me, questo mix di generi è qualcosa di nuovo e ho qualche difficoltà a catalogarlo più in un genere rispetto a un altro.
Ho ascoltato e riascoltato più volte il disco e, alla fine, devo ammettere che, anche solo per l’azzardo di proporre sonorità così diverse tra loro e provenienti da generi differenti, mi ha divertito. Non mancherò di vederli dal vivo, anche solo per capire se The Preacher riesca a riprodurre fuori dallo studio quelle sfumature vocali alla King Diamond che credo di aver colto in diverse occasioni durante l’ascolto.

Track by Track
  1. Beautiful-Day 65
  2. Divide et Impera 75
  3. I Am the King 75
  4. Motherfucker Dressed in White 80
  5. I'll Never Forget 70
  6. Whore 70
  7. Black Train 80
  8. Videocall for All 85
  9. The Four Motherfuckers 80
  10. Too Hard to Die 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
75

 

Recensione di Avenoise » pubblicata il 29.09.2026. Articolo letto 148 volte.

 

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